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Immigrazione: Cie di Lampedusa, i 17 migranti trasformati in detenuti PDF Stampa E-mail
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di Leonardo Sartori


LasciateCIEntrare, 31 dicembre 2013

 

Sono 17 i migranti che dalla tragedia dello scorso ottobre rimangono trattenuti nel Centro di prima accoglienza ed assistenza di Lampedusa, limitando gravemente la loro libertà personale sancita dall'articolo 13 della Costituzione italiana.

Il giustificante del loro trattenimento, di fatto illegale, si configurerebbe nella necessità del Tribunale di Agrigento di trarre informazioni rilevanti nel procedimento contro gli scafisti e i responsabili del reato di tratta. La raccolta di dati fondamentali fruibili dai 17 migranti è motivata, sebbene avvenga prima del processo, ma l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, appoggiata da Cir e Acnur, parla di una vera e propria prigionia, contro la quale la stessa Asgi, membro della campagna LasciateCIEntrare, lancia un appello.

Alla base di questo appello si colloca proprio l'incostituzionalità della coercizione fisica esercitata nei confronti dei migranti. Come cita l'articolo 13, "non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge". Come denunciato da Asgi, non è presente alcuna legge che giustificherebbe tale restrizione, e nemmeno sussistono atti emessi dell'autorità giudiziaria nei loro confronti, in quanto non indagati per reati che consentano l'adozione di misure cautelari personali.

Non solo, seppur non comporti misure limitative della libertà personale, salvo espulsione, i migranti in questione non risulterebbero neanche indagati per il reato di immigrazione clandestina. Per risolvere ogni dubbio, la AsgiI specifica che tale limitazione non può essere dovuta al fine di identificare le persone accolte, in ragione del fatto che il fermo per identificazione ammonta ad un massimo di 12 ore. Paradossalmente, i 17 testimoni detenuti dovrebbero invece giovare del soggiorno per motivi di giustizia, previsto dal Dpr 394/99 (art. 11, lett. c bis), in qualità di vittime di gravi reati, il cui accertamento è legato alla loro presenza nel territorio italiano.

Un'accoglienza che si sarebbe tramutata in una detenzione amministrativa, discrezionale all'amministrazione, senza alcuna base giuridica e senza alcuna convalida di detenzione da parte dell'organo giudiziario. Per questo motivo Asgi chiede di mettere fine al trattenimento dei migranti-testimoni, nonché di ripristinare la vera funzione del centro di Lampedusa, quella di Centro di primo soccorso ed accoglienza.

 

 

 

 

 


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