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Brescia: Bazoli (Pd); no ad amnistia e indulto, servono riforme serie e vere PDF Stampa E-mail
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di Mauro Zappa


Brescia Oggi, 31 dicembre 2013

 

Alfredo Bazoli: "Per sfoltire la popolazione carceraria stiamo varando interventi che siano articolati e duraturi".

"Prima di arrivare al promulgamento di un indulto o di un'amnistia, è necessario percorrere una strada che preveda il varo di misure articolate per sfoltire la popolazione carceraria". Alfredo Bazoli, parlamentare bresciano del Pd e membro della Commissione Giustizia della Camera, sembra credere poco all'efficacia dei provvedimenti dettati dall'emergenza, preferendo affidarsi a soluzioni più strutturali e definitive. L'ha detto a chiare lettere ieri all'ora del pranzo, uscendo dal portone principale di Canton Mombello, visitato in compagnia della collega di partito Marina Berlinghieri e di Mario Sberna (Scelta Civica).

I TRE fanno parte di "Argomenti 2000", associazione di matrice cattolica e promotrice di un'iniziativa denominata "Natale in carcere", ideata per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul sovraffollamento dei penitenziari italiani, sposata da una cinquantina tra deputati e senatori. Il piano d'intervento specifico per dare una risposta all'appello del Capo dello Stato è stato avviato. "Alla Camera è stata approvata la norma che introduce l'istituto della messa alla prova anche per gli indagati maggiorenni, con la contestuale sospensione del procedimento penale - ha spiegato Bazoli - se non s'incaglierà nelle secche del Senato, potrà essere varata entro due mesi". La Commissione Giustizia ha inoltre licenziato il testo che prevede novità sulla custodia cautelare (il 20% dei detenuti è in attesa del primo grado di giudizio), favorendo gli arresti domiciliari o l'affidamento a strutture alternative al carcere. Toccherà poi alle Aule trasformarlo in legge. Si dovrà poi elaborare un diverso approccio nei confronti dei reati connessi all'uso di stupefacenti, essendo le celle affollate di tossicodipendenti, il che significa mettere prima o poi mano alla Fini-Giovanardi. Intanto il recente trasferimento di molti ospiti ha reso la situazione della prigione cittadina molto meno critica: "In questo momento i detenuti sono poco più di 300, mai così pochi, da tantissimi anni a questa parte - ha raccontato Bazoli - se il numero rimanesse tale nel tempo, secondo la direttrice la struttura potrebbe essere considerata sostanzialmente adeguata".

SUPERATO il secolo di vita, il carcere avrebbe certamente necessità di un profondo maquillage ma, stante l'opinione (riportata) di Francesca Gioieni, sarebbe ancora in grado di esercitare la sua funzione. Ipotesi poco verosimile, se è vero che il 2014 porterà con sé una decisione finalmente definitiva su dove realizzare una nuova casa circondariale. Le opzioni, dopo la bocciatura da parte dei tecnici del Ministero della Giustizia circa l'utilizzo delle ex caserme Papa e Goito, sembrano ormai ridotte a due sole: dare una nuova vita alla Serini di Montichiari oppure edificare ex novo un secondo Verziano. Da Bazoli, Sberna e Berlinghieri non sono arrivate novità sulla questione, solo una fotografia precisa dell'esistente: "In Spalto San Marco questa mattina gli ospiti erano 316, il 65% dei quali stranieri appartenenti a 14 diverse etnie , quasi un terzo dei carcerati ha pendenze legate all'utilizzo e allo spaccio di droga, mentre i costi di gestione ordinaria ammontano a circa due milioni di euro l'anno". Il deputato di Scelta Civica ha dato merito a chi a Canton Mombello lavora: "Ho percepito una grande professionalità da parte di tutti, svolgono un impegno gravoso e lo fanno in modo appassionato". "Al centro vanno messe le persone e i loro diritti - ha proseguito Sberna - altrimenti la strada che porta alla rieducazione risulterà un vicolo cieco". "So bene che la nostra attenzione non può limitarsi al periodo delle feste natalizie - ha dichiarato Berlinghieri - e così non sarà, così come mi è chiaro che a tamponare le situazioni critiche ci debba sempre pensare il mondo del volontariato".

 

 

 

 

 


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