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Giustizia: madre vittima strada scrive alla Cancellieri "subito Garante diritti vittime" PDF Stampa E-mail
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Ansa, 31 dicembre 2013

 

Dice di essere indignata per il decreto svuota carceri e in particolare per l'istituzione del garante dei detenuti Elisabetta Cipollone, la madre di Andrea De Nando, un ragazzo di quindici anni ucciso mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali a Peschiera Borromeo (Milano) nel 2011.

"Perché - chiede in una lettera aperta al ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri - dal Vostro decreto non è emersa in alcun modo l'esigenza di istituire un Garante per i diritti delle vittime?". "Sentirvi parlare dei diritti dei detenuti quale fosse l'unica ed essenziale priorità - aggiunge - senza mai aver fatto un solo cenno ai diritti delle vittime è totalmente e completamente ingiusto". Secondo la mamma di Andrea, "esiste tutta una schiera di persone che quei reati li ha subiti e che, allo stato attuale, non gode di alcuna attenzione da parte delle Istituzioni". Ed è questo che l'ha spinta a scrivere la lettera. "I detenuti devono certo avere condizioni di vita migliore - dice a voce - ma loro hanno fatto qualcosa e usciranno dal carcere. Mio figlio ha un "fine pena mai".

Il garante delle vittime, secondo lei, dovrebbe fare soprattutto una cosa: non lasciare sole loro e le loro famiglie. "Dal momento che è morto mio figlio - racconta - siamo stati abbandonati. Non abbiamo nessuna tutela. Eravamo da soli anche al momento del riconoscimento del corpo, che è una delle cose più terribili. Non siamo stati affiancati da uno psicologo, un medico o un infermiere". "Guardi - aggiunge - il garante delle vittime ne avrebbe di cose da fare...". Secondo la mamma di Andrea bisognerebbe avere l'assenso dei famigliari delle vittime prima di patteggiare, mentre ora non hanno diritto di parola. "Perché - chiede - deve essere il pm a concordare la pena con il giudice?". E poi perché, aggiunge, si lascia la patente a chi ha ammazzato fino al terzo grado di giudizio "non parlo solo di mio figlio, è morta anche una bambina a Roma due giorni fa. In Italia abbiamo pluriomicidi stradali perché continuano a lasciar loro la patente". "Le persone che votano certe cose - conclude - manco sanno questa realtà".

 

 

 

 

 


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