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Giustizia: Sappe; sovraffollamento, Napolitano richiami Parlamento a proprie responsabilità PDF Stampa E-mail
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Adnkronos, 31 dicembre 2013

 

"Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano si è occupato, in più occasioni e lo scorso 8 ottobre direttamente con un messaggio al Parlamento, delle gravi condizioni di vivibilità delle carceri italiane, che incidono negativamente principalmente sulle condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari che vi lavorano in prima linea. Ma poco o nulla è cambiato.

Sarebbe davvero significativo se nel suo messaggio di fine anno il Presidente della Repubblica richiamasse una volta di più i parlamentari sulla urgente necessità di riformare il sistema dell'esecuzione penale in Italia, attraverso provvedimenti concreti". Lo afferma Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

"Ogni tanto si varano provvedimenti che impropriamente si definiscono svuota-carceri ma la realtà è che la situazione di affollamento dei penitenziari è sempre drammaticamente grave, a tutto danno del lavoro dei poliziotti penitenziari. Basta un dato: il 31 dicembre 2009 i detenuti erano 64.791 e, nonostante tre leggi presunte svuota-carceri Alfano-Severino-Cancellieri i detenuti sono 64.047, lo scorso 30 novembre 2013. E il Parlamento, su questo scandalo delle sovraffollate carceri italiane nelle quali il 40% dei detenuti è in attesa di un giudizio definitivo, ignora persino l'autorevole messaggio alle Camere del Capo dello Stato dell'8 ottobre scorso. Noi ribadiamo di non credere che amnistia e indulto, da soli, possano risolvere le criticità del settore carceri. Quello che serve sono vere riforme strutturali sull'esecuzione della pena: lavoro in carcere per i detenuti, espulsioni degli stranieri, detenzione in comunità per i tossicodipendenti ed alcool dipendenti che hanno commesso reato in relazione al loro stato di dipendenza. La realtà oggettiva è che le carceri restano invivibili, per chi è detenuto e per chi ci lavora. E la vigilanza dinamica, voluta dai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria, non ha affatto migliorato la situazione ma si è rivelata un bluff se ai detenuti non li si fa lavorare ma si permette loro unicamente di girare liberi nel carcere, con controlli sporadici della Polizia Penitenziaria".

 

 

 

 

 


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