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Genova: tenta il suicidio nel carcere di Marassi, salvato dalle guardie penitenziarie PDF Stampa E-mail
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Secolo XIX, 3 febbraio 2014

 

Un altro caso di tentativo di suicidio, che sottolinea le drammatiche condizioni del carcere di Marassi: "Ieri, intorno alle 1.55 circa, nel carcere di Marassi un detenuto magrebino si è impiccato alla finestra della camera; immediatamente soccorso dai poliziotti penitenziari, che accortisi del o gesto, sono entrati in cella lo hanno staccato dal cappio, salvando il disperato detenuto". A renderlo noto è il Segretario Regionale della Uil-Pa Penitenziari, Fabio Pagani.

"Fino a quando - si domanda Pagani - questi eroi della Polizia Penitenziaria pur con grande capacità operativa potranno evitare gesti estremi, compiuti da detenuti esasperati e purtroppo instabili? La situazione del carcere di Marassi continua ad essere insostenibile. Nel 2013 erano appena 8 i tentati suicidi, mentre siamo all'inizio del 2014 e sono già 4 i tentati suicidi messi in atto". "Un plauso a questi uomini e donne della Polizia Penitenziaria che sono oramai dei professionisti nel salvare vite umane, ma che le istituzioni hanno completamente abbandonato, o forse mai pensato", sottolinea il segretario Uil-Pa.

 

Sappe: è uno dei detenuti che si era cucito la bocca per protesta

 

Alcuni giorni fa si era cucito la bocca per protesta, nella notte tra sabato e domenica ha tentato di uccidersi nella sua cella del carcere di Marassi mediante impiccamento. Protagonista un detenuto straniero ristretto nella I^ Sezione detentiva nella Casa circondariale di Genova. “Per fortuna l’insano gesto non è stato consumato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari, ma l’ennesimo episodio accaduto in carcere a Marassi è sintomatico di quali e quanti disagi determina il sovraffollamento penitenziario”, denuncia Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, che esprime ai poliziotti che hanno salvato la vita al detenuto “apprezzamento per l'eroico e tempestivo gesto posto in essere e l’auspicio che venga loro concessa una ricompensa ministeriale”. Il sindacalista sottolinea che “negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 16mila tentati suicidi ed impedito che quasi 113mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”. "La situazione del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Genova Marassi è diventata insostenibile per il costante sovraffollamento della struttura e per il continuo verificarsi di eventi critici” aggiunge. “Parlo di bocche cucite, tentati suicidi, colluttazioni, risse ed aggressioni. Persino, è notizia di pochi giorni fa sempre a Marassi, di sangue e aceto sputati da un detenuto a un poliziotto, la cui una colpa è quella di fare servizio in una realtà ogni giorno di più incandescente. Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio in carcere con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per l'esasperante sovraffollamento e per il ripetersi di eventi critici. Ma devono assumersi provvedimenti concreti per Marassi, una realtà nella quale più del 63% dei detenuti sono stranieri, perché non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana del più grande carcere della Liguria. E deve fare la sua parte, importante, anche il Parlamento, che invece continua ad ignorare le sollecitazioni contenute nell’autorevole messaggio alle Camere del Capo dello Stato dell’8 ottobre scorso sulla situazione carceraria”.

 

 

 

 

 

 


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