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Giustizia: carceri e polizia violenta, pure l'Italia nel mirino Usa PDF Stampa E-mail
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di Patrizio Gonnella

 

Italia Oggi, 10 marzo 2014

 

Violenza delle forze dell'ordine, sovraffollamento carcerario, casi di discriminazione razziale. A 65 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani gli Usa hanno elaborato un rapporto sui diritti umani che riguarda circa 200 paesi. E anche l'Italia finisce nel mirino. Il rapporto per ogni paese è redatto dalle ambasciate americane in giro per il mondo. Tra le situazioni di particolare gravità sono citate quella della Siria, dove sarebbero state perpetrate violazioni sistematiche ai diritti umani che hanno prodotto oltre 100 mila morti e milioni di persone deportate, e quella del Sudan, con le violenze che sono da tempo all'ordine del giorno nel paese.

Attenzione è data alla Russia per le discriminazioni religiose, politiche e legate all'orientamento sessuate. Si ricorda anche come in paesi quali Egitto o Cuba vengano negate le libertà politiche elementari, quali per esempio la libertà di assemblea pubblica. Della Cina si rimarcano le violazioni connesse all'assenza di un potere giudiziario indipendente e alla repressione del dissenso.

Anche l'Italia finisce nuovamente sotto la lente degli Stati Uniti d'America. trattamento degli immigrati irregolari, traffico di esseri umani, condizioni di vita dei rom, stato delle carceri, libertà di informazione, violenza nei confronti di omosessuali e donne sono tra ì maggiori problemi riscontrati. Qui di seguito alcune delle grandi questioni sollevate e delle storie raccontate distinte per temi Nel rapporto gli Stati Uniti hanno riservato uno spazio anche ai tanti casi di corruzione che mettono a rischio il godimento dei diritti politici dei cittadini.

 

Violenze delle forze dell'ordine

 

Viene riportato il caso di un signore tunisino Bohli Kaies che il 5 giugno 2013 muore per asfissia cerebrale mentre era in custodia dei carabinieri in una caserma di Riva Ligure. Era in stato di arresto per motivi di droga. Il procuratore Roberto Cavallone affermò che: "C'è una grossa responsabilità delle istituzioni, dello stato, per la morte di questo cittadino tunisino".

 

Carceri e Cie

 

Viene ricordata la sentenza pilota della Corte europea che ci costringe ad assumere provvedimenti diretti a ridurre il sovraffollamento e ad assicurare condizioni dignitose di vita negli istituti di pena. Inoltre si pone attenzione alla drammatica condizione in cui vivono gli extracomunitari nei centri di identificazione ed espulsione.

 

Libertà di informazione

 

Viene ricordata la anomala proprietà di giornali e tv dell'ex primo ministro Silvio Berlusconi. In particolare viene stigmatizzato come i media tendano a riflettere il punto di vista dei loro proprietari. Infine si raccontano al mondo americano i rischi a cui invece vanno incontro quei giornalisti che si occupano di mafia.

 

Omofobia

 

Vengono riportati i tanti casi di violenza nei confronti di lesbiche, gay, bisexual e transgender.

 

Discriminazione razziale

 

Vengono citati ben 1.238 casi di denunce per discriminazione di cui il 51% sarebbe su base etnica o razziale.

 

Sfruttamento del lavoro minorile

 

Nel 2012 gli ispettori del lavoro, si legge nel rapporto, hanno identificato 887 casi di minori costretti al lavoro; 5.538 sarebbero i casi invece di minori non accompagnati di cui il 94% sarebbe costituito da maschi e il 59% da minori con un'età inferiore ai 17 anni Le nazionalità pia rappresentate sono quelle di Bangladesh, Afghanistan, Egitto.

 

 

 

 

 


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