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Inaugurato il nuovo punto vendita della cooperativa Rio Terà dei Pensieri PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 9 ottobre 2010

Gian Pietro D’Errico, presidente della cooperativa Rio Terà dei Pensieri, ha realizzato un sogno: l’apertura di un negozio vero a Venezia. “Vero” perché sinora la cooperativa, da circa 15 anni, impegnata nella creazione di posti di lavoro per detenuti ed ex detenuti, fuori e dentro il carcere, si appoggiava a mercatini, stand temporanei e un’edicola in campo Santo Stefano. Ora invece dovrà misurarsi con il mercato. Nel penitenziario maschile di Santa Maria Maggiore a Venezia e in quello femminile della Giudecca sono stati organizzati laboratori di pelletteria, sartoria, serigrafia, cosmetica, legatoria e taglio del vetro. Naturalmente i prodotti dell’Orto delle Meraviglie, orto all’interno della Casa di reclusione Femminile che produce prodotti biologici certificati, continua la vendita del giovedì mattina davanti al carcere della Giudecca, in Fondamenta delle Convertite. «Avere un proprio spazio di vendita dà maggiore dignità alla produzione. I volontari della cooperativa sono consapevoli che non possono confrontarsi con i prezzi della grande distribuzione: la soluzione è puntare sulla qualità.” Le competenze che si stanno formando nei laboratori in carcere, in particolare quello di cosmetica, permettono di dar vita a prodotti di qualità elevata. I detenuti hanno seguito un corso di formazione tenuto da professionisti del mondo della moda e della grafica in seguito al quale sono stati realizzati dei prodotti all’avanguardia, come una borsa grande con pupazzi per le neo-mamme e un grembiule da cucina iper accessoriato: vi si possono attaccare presine, strumenti da cucina e altre cose. «Un segnale importante potrebbe venire dal settore pubblico: magliette, borse, diari e cartelline per i convegni potrebbero essere acquistati da noi».
Un risultato, intanto, è stato raggiunto: l’apertura del negozio ha creato due posti di lavoro, per una ragazza che ha appena finito di scontare la pena e una in regime di affidamento. All’inaugurazione del 1 ottobre erano presenti, oltre alla dottoressa Straffi, direttrice del carcere femminile, operatori e agenti penitenziari, l’art director del Comune di Venezia, Olivetti, ideatore del progetto “Malefatte Città di Venezia” che produce le borse in pvc riutilizzando gli striscioni pubblicitari. È stata un’occasione sia per far incontrare i clienti affezionati che per fare un po’ di pubblicità. Presto il negozio ospiterà anche prodotti di altre cooperative sociali che saranno presenti per un periodo ciascuna. Il buffet offerto aveva una particolarità: il pane usato era stato fatto e cucinato in carcere da una detenuta. Il negozio si trova in calle Zancan, vicino a Campo Santa Fosca, lungo Strada Nuova.
 

 

 

 

 


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