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Macomer (Nu): carcere chiuso, le proposte del Comune per il riutilizzo della struttura PDF Stampa E-mail
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di Tito Giuseppe Tola

 

La Nuova Sardegna, 28 dicembre 2014

 

Il sindaco chiede al Ministero un nuovo impiego della struttura. Tra le ipotesi, l'utilizzo per progetti alternativi alla detenzione.

Con il trasferimento dei detenuti e del personale, il carcere è chiuso e in abbandono. La struttura rischia di finire preda di ladri e bersaglio di atti di vandalismo che in meno di un anno la trasformerebbero in uno scheletro vuoto. Costruirne uno uguale oggi costerebbe dai 15 ai 18 milioni di euro. L'amministrazione comunale avanza una nuova proposta di impiego che tra le altre cose ipotizza il mantenimento a Macomer del nucleo cinofili della polizia penitenziaria e l'utilizzo per attività legate ai progetti alternativi alla detenzione per detenuti già condannati e in possesso dei requisiti per essere ammessi a questo tipo di regime penitenziario.

Le interlocuzioni intercorse tra il senatore Giuseppe Luigi Cucca, della Commissione giustizia, e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e tra il sindaco Antonio Succu e il presidente della Regione Pigliaru, hanno creato i presupposti per una nuova proposta alla quale hanno lavorato il sindaco e la giunta comunale.

Il documento è stato inviato al ministro Orlando, al presidente Pigliaru, al senatore Cucca e ai parlamentari della provincia di Nuoro Roberto Capelli e Michele Piras. Le proposte del Comune incontreranno questa volta interlocutori più attenti? Difficile dirlo. La struttura del carcere appartiene al Demanio statale, che potrebbe non curarsi della manutenzione. L'edificio è nato per essere un carcere e in quanto tale non può essere riconvertito, se non demolendolo per costruirne uno diverso.

Il trasferimento dei detenuti, avvenuto poco più di dieci giorni fa, ha lasciato la struttura vuota. Le iniziative per impedirne la chiusura si sono scontrate con un muro di gomma. "L'improvviso e frettoloso provvedimento di chiusura - scrive il sindaco Succu nella proposta inviata al ministro Orlando - appare il frutto di una programmazione burocratica occasionale, ingiustificata sul piano dei contenuti più strettamente funzionali e insensibile (si potrebbe dire grossolanamente indifferente) rispetto agli aspetti umani e di dignità di vita dei detenuti e del personale che (soprattutto nel caso del carcere di Macomer) viene unanimemente indicato, dentro e fuori dal carcere, come esemplare per affidabilità nel lavoro e per umanità nei confronti dei detenuti".

La nota del sindaco si sofferma poi sulle conseguenze economiche che la chiusura del carcere ha avuto su Macomer, soprattutto sull'indotto che ruotava attorno alla struttura, per chiedersi infine quali risparmi abbia realizzato allo Stato la chiusura del carcere di Macomer. Poi un cenno sulla funzionalità.

"La struttura carceraria - si legge - viene unanimemente considerata come un esempio positivo nel più generale panorama italiano delle carceri. La sua dimensione "media" capace di ospitare circa 90 detenuti, le celle a due posti (con servizio igienico separato) di circa 15 mq, la capacità di essere sia un carcere orientato e compatibile con le politiche di apertura verso l'esterno e con un elevato grado di sicurezza, ne hanno fatto un modello interessante nel panorama delle strutture della Sardegna". Infine la proposta di utilizzo, che ipotizza anche la possibilità di revocare il provvedimento di chiusura o di utilizzare la struttura per realizzare un centro che sostituirà gli ospedali psichiatrici giudiziali.

 

 

 

 

 


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