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Mauritania: condanna morte per apostasia, presentato appello PDF Stampa E-mail
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Ansa, 29 dicembre 2014

 

Gli avvocati di un giovane condannato a morte in Mauritania per "apostasia", accusato di aver scritto su internet delle cose giudicate blasfeme nei confronti dell'Islam, hanno presentato appello contro la sentenza. I difensori di Mohamed Sheikh Ould Mohamed, 29 anni - rivelano fonti giudiziarie, hanno presentato l'istanza al tribunale di Nouadhibou, la città dove è detenuto da un anno. Il giovane mauritano è stato condannato a morte il 24 dicembre per apostasia dell'Islam per un articolo pubblicato su alcuni siti internet in cui aveva criticato decisioni prese da Maometto e i suoi compagni.

L'annuncio della sentenza è stato salutato in aula e in città da grida di esultanza e caroselli di auto. Per l'accusa l'imputato "aveva parlato con leggerezza del Profeta" e meritava la pena di morte, prevista dal codice penale mauritano in caso di apostasia.

Il giovane si era difeso affermando di non aver voluto offendere Maometto, ma "difendere uno strato della popolazione maltrattato, i fabbri", dal quale proveniva. "Se dal mio testo si è potuto comprendere quello di cui sono accusato - aveva detto - io lo nego completamente e me ne pento apertamente".

 

 

 

 

 


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