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Napoli: nell'Opg di Secondigliano ultima festa da detenuti PDF Stampa E-mail
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di Claudia Procentese

 

Il Mattino, 29 dicembre 2014

 

L'impegno dei dirigenti: a marzo trasferimento nelle piccole residenze volute dalla legge. Dieci stecche di sigarette e sessanta pigiami. A passare trai tavoli imbanditi per il pranzo natalizio è un volontario vestito da Santa Clans che distribuisce i pacchetti, dono dell'arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe e della Comunità di Sant'Egidio, agli internati. Cosi si è conclusa l'iniziativa di beneficenza all'ospedale psichiatrico giudiziario di Secondigliano.

Ma aperto resta il dibattito sulla chiusura di quello che non è un carcere, ma nemmeno un ospedale, perché il ricovero è coatto. La legge ha previsto il superamento dei 6 Opg (2 in Campania, a Napoli ed Aversa) presenti in Italia a partire dal primo aprile 2014, termine slittato a marzo 2015 a causa dei ritardi per le strutture alternative, le cosiddette Rems, Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza.

"Sono i più carcerati dei carcerati - ha detto il cardinale - oltre alla detenzione vivono la difficoltà delle loro condizioni psicofisiche. Anche un pasto in compagnia o una sigaretta diventano una gioia, abbiamo l'obbligo di far sentire la nostra presenza che sia vicinanza quotidiana". Li chiamano sottovoce manicomi criminali, gli Opg.

Luoghi, cioè, dove non viene applicata una pena, ma una misura di sicurezza il cui tempo varia a seconda della gravità del reato commesso, ovvero finché non si riduce la pericolosità sociale del soggetto che ha commesso l'azione delittuosa. Ed è sull'ambiguità di fondo del concetto dì pericolosità sociale che si sono consumati drammi nei drammi.

A Secondigliano su 90 ristretti, la maggior parte ha commesso reati all'interno delle mura domestiche, dalla semplice lite all'omicidio. Nessun serial killer, dunque, come suggerirebbe il luogo comune, ma tra loro anche "un giovane - racconta un operatore - che ha finito di scontare un anno e mezzo in Opg perché ha fornito generalità false. Paradossale: reo solo perché portatore di disagio psichico".

La Regione, intanto, ha individuato 2 sedi per le Rems, a Calvi Risorta (Caserta) e San Nicola Baronia (Avellino), con 40 posti, dove smistare i circa 200 ospiti oggi di Opg campani. Spending review della sanità pubblica? No, si dimezzano i posti perché la norma contempla in contemporanea il potenziamento dei dipartimenti Asl di salute mentale sul territorio.

"Lavoriamo - commenta Carlo Binetti, direttore dell'Opg di Secondigliano da poco più di un mese - per portare avanti nel modo migliore possibile questa transizione. Continuano purtroppo ancora ingressi con un'alta percentuale di laziali, ma siamo ottimisti che anche i numeri possano essere cambiati in funzione di questo passaggio".

Bocche cucite, sabato, sul rispetto della scadenza. "Nessun commento politico, ma solo parole di ringraziamento per aver assistito - ha dichiarato Giovanni Melillo, capo di Gabinetto del ministro della Giustizia, tra i partecipanti insieme al presidente della Corte di Appello di Napoli Antonio Bonajuto - a uno straordinario esempio di comunità di lavoro e umana formatasi intorno ad una delle realtà più difficili e tormentate della società moderna".

L'unico riferimento è stato quello del presidente del Tribunale di Sorveglianza Carmine Antonio Esposito. Si è rivolto direttamente agli internati: "Nessun danno per voi, ma un vantaggio. Siamo impegnati tutti per rispettare la scadenza del 31 marzo, perché il ministro lo vuole, è un passo avanti sulla via della dignità umana". Una sfida nei prossimi mesi, secondo Antonio Mattone della Comunità di Sant'Egidio, sarà "capire come, dismessi gli Opg, i servizi di salute mentale si prenderanno carico degli internati".

 

 

 

 

 


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