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Giustizia: inchiesta Mafia Capitale; Carminati trasferito a Parma, nello stesso carcere di Riina PDF Stampa E-mail
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di Loredana Di Cesare

 

Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2014

 

Prima Roma, poi Tolmezzo e ora Parma, insieme a Totò Riina. Massimo Carminati, l'ex terrorista nero e presunto capo di Mafia Capitale, arrestato il 2 dicembre nell'inchiesta "Mondo di mezzo" della procura di Roma, è stato trasferito nel penitenziario emiliano, lo stesso in cui dallo scorso aprile è detenuto anche il vecchio boss di Corleone.

Dopo una decina di giorni passati nel carcere friulano, al 41 bis, il regime duro previsto per i mafiosi, il giorno di Natale per il "guercio" è stato disposto un nuovo trasferimento. Questa volta in Emilia Romagna, nella casa circondariale di via Burla. Ritenuto di massima sicurezza, questo carcere ha ospitato esponenti di spicco della criminalità, tra cui un altro boss di Cosa nostra, Bernardo Provenzano.

E sempre nello stesso penitenziario c'è l'ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, che sta scontando la pena per concorso esterno in associazione mafiosa: per i giudici che lo hanno condannato a sette anni, è stato il tramite tra la mafia e Silvio Berlusconi. L'avvocato di Carminati, Giosuè Naso, ha dichiarato di non sapere perché sia stato disposto il trasferimento: "Non conosco le motivazioni dello spostamento - ha detto - Parma è un carcere più duro di Tolmezzo, ma suppongo siano da ricondurre alla presenza, a Parma, di un centro clinico più attrezzato".

Infatti, l'ex Nar nel 1981, perse l'occhio sinistro: fu colpito da un proiettile esploso da un poliziotto. Un frammento della pallottola è ancora nel suo cervello, e necessita di cure quotidiane. "Ha un'ablazione totale del bulbo oculare - aggiunge il legale di Carminati - è costretto a una pulizia e a un cambio di cerotto tutti i giorni e c'è sempre un rischio teorico di infezione".

Carminati, considerato dagli inquirenti al vertice della Mafia romana, dal 2 dicembre, giorno della sua cattura da parte del Ros dei carabinieri, di spostamenti ne ha effettuati già due: da Rebibbia, il 13 dicembre, viene spostato a Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia e, il 25 dicembre è pronto un nuovo trasporto, nella casa circondariale di Parma.

La richiesta del trasferimento non arriva dunque dai legali dell'indagato, che comunque, accolgono favorevolmente la decisione, perché "agevola la famiglia e assicura meglio i diritti della difesa, consentendoci - sottolinea Naso - un trasferimento meno lungo e complicato per incontrare il nostro assistito". La decisione di spostare Carminati, come anche gli altri arrestati nell'inchiesta "Mondo di mezzo" dal carcere di Rebibbia, è stata motivata con "l'incompatibilità ambientale", perché molti dei coinvolti sono accusati di organizzazione a delinquere di stampo mafioso e hanno contatti saldi e ramificati nell'organizzazione criminale locale. E tenerli distanti impedisce qualsiasi forma di collegamento.

E infatti, il giorno prima del "re di Roma" è stata la volta di Salvatore Buzzi, patron delle coop rosse e braccio sinistro di Carminati: il 12 dicembre è stato trasferito dal carcere di Rebibbia a quello di massima sicurezza di Badu e Carros in Sardegna. Il 41 bis per Carminati è stato disposto il 23 dicembre dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Mentre il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso - 416 bis - è stato confermato dal Tribunale.

 

 

 

 

 


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