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Pordenone: i Radicali alla Casa Circondariale del Castello "questo carcere è fuorilegge" PDF Stampa E-mail
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Messaggero Veneto, 31 dicembre 2014

 

Notizie buone e notizie meno buone dalla visita effettuata ieri dai Radicali friulani al carcere di Pordenone. Al sopralluogo e incontro con i detenuti hanno partecipato Stefano Santarossa, del comitato nazionale, e Andrea Frusteri, componente della direzione del partito. "La visita ha confermato che la casa circondariale di Pordenone è inadeguata e fuorilegge", hanno sostenuto i due, che non hanno ricevuto informazioni sull'avvio dei lavori per il nuovo carcere a San Vito: "L'iter è bloccato, tutto si ferma alla comunicazione del 3 luglio".

I detenuti al Castello sono 66 su una capienza prevista di 41 con un sovraffollamento del 161 per cento: 20 sono detenuti comuni, gli altri risiedono in una sezione protetta. "Non esiste neppure il rispetto dei metri quadrati previsti per detenuto" hanno riferito i due esponenti dei Radicali. Ma la nota positiva è che "la situazione è mitigata dalla possibilità di avere le celle aperte: ciò permette una maggiore socializzazione e un clima più vivibile, sia fra detenuti che con il personale". Tra i dati emersi dall'incontro, 19 sono i detenuti in attesa di giudizio e 27 gli stranieri. Esistono inoltre alcuni casi di malattie infettive tra gli ospiti del carcere e 10 sono i tossicodipendenti. "Vanno incentivate le occasioni di lavoro all'interno e all'esterno - hanno riferito Santarossa e Frusteri. Attualmente tre persone sono in stato di semilibertà e lavorano all'esterno, 11 lavorano all'interno". Ai detenuti sono stati distribuiti i moduli previsti dall'iniziativa dei Radicali, denominata Satyagraha, per l'adesione allo sciopero della fame.

 

 

 

 

 


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