Sabato 06 Giugno 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

 

Parma: l'On Mattiello (Pd) fa visita a Massimo Carminati, che gli dice "non mi manca nulla" PDF Stampa E-mail
Condividi

di Luca Romano

 

Il Giornale, 31 dicembre 2014

 

"Sto bene, non mi manca nulla. Grazie per la visita". Queste le parole che l'ex Nar Massimo Carminati, insieme ad una stretta di mano, ha scambiato con il deputato Pd Davide Mattiello, componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, andato a trovarlo in carcere a Parma, dove è detenuto in regime di 41 bis, il carcere duro.

Massimo Carminati, vestito con un maglione e pantaloni di colore scuro, è apparso in buone condizioni al deputato Pd che è andato a trovarlo. "Abbiamo scambiato poche battute - ha detto Mattiello - tornerò presto nel carcere di Parma". Il 13 dicembre scorso Carminati fu spostato dal carcere romano di Rebibbia a quello di Tolmezzo (Udine) per "incompatibilità ambientale". Il giorno di Natale Carminati è stato trasferito dal carcere di Tolmezzo (Udine) a quello di Parma, sempre in regime di 41 bis previsto per i mafiosi. A Parma sono detenuti diversi boss mafiosi di grosso calibro. Da aprile di quest'anno anche Riina, che prima era nella prigione milanese di Opera.

 

A rischio video sorveglianza carcere

 

"Ho appena concluso la visita al carcere di Parma: ho incontrato Carminati, che sta bene, ma è a rischio il sistema di video sorveglianza del carcere. I sistemi di video sorveglianza e di videoregistrazione del super carcere di Parma sono a rischio continuo di collasso perché l'impianto elettrico non è adeguato e servono urgentemente almeno 8 gruppi di continuità". A raccontarlo è il deputato Pd e componente delle Commissioni Giustizia e Antimafia, Davide Mattiello, che per primo lo ha incontrato nel carcere di Parma.

"Questa - spiega Mattiello - è l'esigenza principale emersa dall'incontro con la dirigente della struttura, dott.ssa Monastero, dai funzionari di Polizia Penitenziaria e del Gom, che mi hanno accolto con grande disponibilità. Noi dobbiamo preoccuparci tanto che il 41 bis funzioni verso l'esterno, impedendo le comunicazioni dei boss con le organizzazioni criminali, quanto che il 41 bis funzioni all'interno, garantendo il massimo della sicurezza ai detenuti stessi. Questo non soltanto per rispettare lo spirito della Costituzione e la dignità della persona, ma anche per creare quelle condizioni che possono far maturare nei boss detenuti la decisione di collaborare con la giustizia". "Auspico che Massimo Carminati, che ho incontrato nella sua attuale condizioni di isolamento giudiziario - conclude Mattiello - possa proprio decidersi in questo senso: ha tante cose da raccontare, che ci aiuterebbero a spezzare molti legami ancora in essere tra criminalità e politica. Tornerò nel carcere di Parma e spero di trovarvi risolti i problemi che oggi ho riscontrato".

 

 

 

 

 


Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it