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Progetto Carter: lavoro, casa, ma anche tempo libero PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 25 ottobre 2010

Due assunzioni, 6 tirocini avviati e 2 sistemazioni abitative in corso. Lavoro e casa: sono questi i punti chiavi del progetto veronese di inclusione sociale e lavorativo di persone sottoposte a misure giudiziarie o dimesse dagli istituti di pena. Carter il nome del progetto, che tra i suoi obiettivi ha quello di favorire il reinserimento socio-lavorativo di persone residenti nella provincia di Verona soggette a misure giudiziarie o in uscita da istituti giudiziari per fine pena, e di farlo raccordandosi con le iniziative locali e regionali. Presentato di recente ai partner locali - privati (Caritas diocesana di Verona, cooperativa sociale Milonga, cooperativa Segni e Lavoro&Futuro srl), e istituzionali (Ufficio di esecuzione penale esterna di Verona, Comune e Provincia di Verona, e Università) - il progetto vede come capifila La Fraternità e la Comunità dei Giovani.
Oltre alla casa e al lavoro il progetto si impegna a far sì che chi vi è coinvolto possa arrivare a una reale autonomia anche affettiva, lavorando sulla socialità e le relazioni. “Stiamo attenti a non sistemare persone con problemi simili negli stessi appartamenti”, spiega Maurizio Mazzi dell'associazione La Fraternità, referente del progetto. “Gli operatori coinvolti, 3 in tutto, garantiscono una copertura di 24 ore e ad essi si aggiunge il volontariato, presente soprattutto per accompagnare queste persone nell'impiego del proprio tempo libero”.
 

 

 

 

 


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