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Savona: Sappe; un sospetto caso di tubercolosi si è trasformato in evasione PDF Stampa
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www.savonanews.it, 6 marzo 2015

 

Acque agitate nel carcere di Savona per un sospetto caso di tubercolosi, patologia alla quale potrebbe essere incorso uno dei 55 reclusi nella casa circondariale di Savona, ma alla fine il ricovero si trasforma in evasione. La pensa bene un detenuto di origine marocchine recluso per reati collegati agli stupefacenti ad evadere dall'ospedale dove era stato ricoverato in quanto si sospettava affetto da tubercolosi, patologia poi rilevatasi infondata.

In questa evasione, secondo il parere di Michele Lorenzo segretario del Sappe il maggiore sindacato di categoria dei poliziotti penitenziari, non vi sono responsabilità da imputare a nessuno in quanto il detenuto non aveva obbligo di scorta benché prevista nella fase iniziale del ricovero ospedaliero.

il Sappe minimizzare quindi l'episodio ma ci tiene però a soffermarsi sull'aspetto della gestione dei detenuti affetti da patologia infettiva. Non è il primo caso sospetto in Liguria, e per questo sono stati molti i nostri interventi interessando anche l'assessore alla sanità Claudio Montaldo il quale aveva fornito garanzie affinché il personale di Polizia che opera negli istituti liguri potesse essere dotato di idonei strumenti di protezione per arginare e fronteggiare in sicurezza questi casi anche organizzando corsi di formazione. Ma ad oggi, a parte le promesse, non abbiamo visto ancora nulla e la medicina penitenziaria è una prerogativa delle Regioni - continua Lorenzo - casi come quello di Savona devono essere lo spunto per una buona prevenzione a favore del poliziotto che è a diretto contatto con i detenuti anche a tutela della salute degli stessi detenuti.

L'istituto di Savona non è dotato di un settore dove poter isolare casi sospetti inoltre non vi è la presenza costante del medico e, benché previsto, non vi sono le dotazioni protettive per trattare patologie infettive e questo non è più tollerabile mentre la Direzione non sembra ponga la giusta considerazione alla tutela della saluta in carcere e che il personale possa essere fornito di idonei strumenti e che i detenuti sospetti da patologie infettive possono essere trattati in sicurezza. Comunque una maggiore attenzione sul caso forse avrebbe impedito il ricovero e, di conseguenza, l'evasione. Ora sono in atto le ricerche anche da parte della Polizia Penitenziaria di Savona.

 

 

 

 

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