Venerdì 20 Settembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Campania: Mario Barone (Antigone); il Ministero in ritardo sui regolamenti delle Rems PDF Stampa
Condividi

di Luigi Nicolosi

 

Roma, 1 aprile 2015

 

Il presidente di Antigone Campania: le nuove residenze restano un interrogativo. Con le Rems ancora ferme al palo - le due strutture campane non saranno pronte prima dell'estate - l'ipotesi ad oggi più accreditata, e di fallo in dirittura d'arrivo, è quella che conduce all'utilizzo transitorio di strutture pubbliche in regime di sostituzione temporanea: le cosiddette Pre-Rems. A questa circostanza va poi aggiunta l'ormai prossima apertura dei mini reparti psichiatrici in carcere. È qui che confluiranno i non dimissibili, ad esempio nel caso in cui sussista ancora la pericolosità sociale. Il rischio è quindi quello di passare dalla padella alla brace.

"Stiamo purtroppo facendo i conti con un serio problema di adeguamento delle strutture, che ancora oggi non state approntate". Cosi Mario Barone, presidente di Antigone Campania, che spiega: "A livello ministeriale era in corso di approvazione un regolamento per la tutela degli internati. Ma allo stato attuale quello relativo alle Rems non è ancora pronto.

Figuriamoci quello delle Pre-Rems". La fase di transizione dal vecchio modello degli Opg a quello delle residenze per l'esecuzione delle misura di sicurezza rischia quindi di rivelarsi molto più paludosa del previsto: "Nasce adesso - avverte Barone - tutta una serie di problematiche: dalla gestione dei colloqui ai rapporti fra detenuti e legali. Senza dimenticare il tema del personale. La Regione, subentrando all'Amministrazione penitenziaria, come ha intenzione di esercitare e regolare le frizioni di ingresso? Ad oggi non è ancora chiaro".

E così mentre le Pre-Rems di Mondragone, Statigliano e Bisaccia iniziano a "scaldare i motori", resta comunque intatto il problema della riorganizzazione dei flussi in entrata: "Dismessi gli Opg - spiega il presidente di Antigone Campania - sono due i potenziali sbocchi per i detenuti: le Rems e le sezioni psichiatriche in carcere. Gli Opg un tempo ospitavano anche i cosiddetti osservando chiusi gli Opg questa categoria di internati finirà inevitabilmente in carcere. Da un punto di vista culturale questo è un deciso passo indietro".

Barone solleva poi un ultimo ma non meno trascurabile quesito, quello dei progetti individualizzati per la dimissione degli internati: "Per buona parte degli 84 detenuti di Secondigliano i progetti sono stati disposti. Si tratta adesso di valutarli caso per caso, vagliando quindi ad esempio il nucleo familiare di origine, la residenza e altri elementi ancora. Stando così le cose e mancando un unico centro amministrativo fare una previsione sui tempi diventa praticamente impossibile".

Ad allargare ulteriormente il raggio di azione del problema ci pensa il direttore sanitario dell'Asl Napoli 1 Antonella Guida: "A Secondigliano - spiega - sono ancora oggi presenti troppi pazienti provenienti da altre regioni. E se queste ultime non provvederanno a riassorbirli sul proprio territorio saremo costretti a tenere ancora aperta la struttura.

Guai a far venir meno la sinergia tra regioni". Getta intanto acqua sul fuoco il direttore generale dell'Asl Napoli 1 Ernesto Esposito: "Le Rems di San Nicola Baronia e Calvi Risorta (20 posti ciascuna, ndr) saranno pronte rispettivamente entro maggio e agosto. Non ci saranno ritardi".

 

 

 

 

06

 

06

 

06


 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it