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Donne vittime di violenza: italiane, istruite ma senza autonomia PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 13 novembre 2010

 

Una casa protetta per le donne vittime di violenza domestica e per i loro figli. Un Centro stabile di accoglienza e soccorso, nato lo scorso anno per potenziare il già esistente centro di ascolto e consulenza psicologica e legale Petra, che trova origine dall'assessorato alle pari opportunità del Comune di Verona. Nato come progetto temporaneo e reso poi permanente, il Centro è quindi ora dotato di una vera e propria casa protetta dove le vittime di abusi possono trovare ascolto, assistenza legale, psicologica e tutela attraverso l’assistenza sociale. “Un luogo nel quale rifugiarsi per allontanarsi immediatamente dalle situazioni di sofferenza – ha chiarito l'assessore alle pari opportunità, Vittorio Di Dio, durante un recente convegno sulla sicurezza delle donne che si è svolto a Verona - e dal quale ricominciare un nuovo percorso di vita”.
Del resto i dati parlano chiaro: tra le utenti che si rivolgono al centro Petra, il 68 per cento delle maltrattate è di nazionalità italiana, e il 61 per cento coniugate con figli. “Contrariamente a quanto si può pensare – ha aggiunto Di Dio – la donna maltrattata ha, nel 58 per cento dei casi, un livello di istruzione superiore alla media, ma ciò nonostante non ha un’occupazione che le consenta l’autonomia. Infine è importante sottolineare che, nel 68 per cento dei casi, la persona che compie i maltrattamenti è il marito, il convivente o il compagno”.

 

 

 

 

 


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