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Immigrazione: truffa sui "pocket money" in Campania, sequestrati documenti in Regione PDF Stampa
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di Titti Beneduce

 

Corriere del Mezzogiorno, 26 maggio 2015

 

S'indaga anche sul servizio civile. Alcune sedi di "Un'ala di riserva" sono vuote. Potrebbero arrivare dal servizio civile nuove grane giudiziarie per Alfonso De Martino e la compagna Rosa Carnevale, arrestati sabato scorso nell'ambito dell'inchiesta sull'assistenza ai migranti. La Guardia di Finanza infatti ha acquisito negli uffici della Regione documenti relativi a questo settore, che la onlus "Un'ala di riserva" porta avanti parallelamente a quello dei migranti.

Gli inquirenti sospettano che quello del servizio civile (giovani volontari che dovrebbero dedicare un anno a progetti utili "contribuendo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese") si celi un altro maxi imbroglio come quello della mancata assistenza ai migranti. E che alcuni politici locali (dalle carte spunta il nome di Biagio Iacolare, ex vicepresidente del consiglio regionale candidato con l'Udc) si servano del servizio civile per coltivare le proprie clientele. L'esame dei documenti acquisiti potrebbe dunque confermare questi sospetti. 11 materiale che le fiamme gialle dovranno leggere è tantissimo, se alle carte prese in Regione si sommano quelle sequestrate nel corso delle perquisizioni di sabato alla Caritas di Teggiano e agli indagati.

L'inchiesta è complessa e si allargherà ulteriormente. Il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i sostituti Raffaello Falcone e Ida Frangino vogliono infatti capire se anche altre associazioni che sulla carta assistono i migranti intascano i soldi pubblici fornendo ai loro ospiti colo pochi spiccioli. Alcune segnalazioni sarebbero già al vaglio dei magistrati. È fondato ipotizzare che la gestione disinvolta dei fondi per i migranti continui anche ora che a stipulare le convenzioni e a erogare le somme di denaro non è più la Regione, ma la Prefettura. Quanto a "Un'ala di riserva", un servizio andato in onda su La 7 dimostra che tre sedi dell'associazione, ad Arco Felice, Giugliano e Castelvolturno, non solo non ospitano migranti, ma sono vuote e appaiono in stato di abbandono. I vicini hanno riferito di avere visto sporadicamente in passato alcuni immigrati, ma poi più niente. Diversi i modi in cui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, De Martino e la compagna si impadronivano dei soldi pubblici.

Non solo stornavano somme consistenti dal conto dell'associazione, ma facevano convergere le piccole somme chiamate "pocket money" - ticket da 2,50 euro al giorno che ciascun immigrato dovrebbe ricevere - su un'edicola di Pozzuoli gestita da Rosa Carnevale. Sono 33.697 i ticket di cui i due si sono appropriati, secondo i calcoli della Guardia di Finanza, e hanno fruttato 84.202 euro, spesi in buona parte per ricariche telefoniche. L'interrogatorio di garanzia di Alfonso De Martino (che aveva fatto importanti investimenti in Montenegro, Paese nel quale sembra stesse per rifugiarsi definitivamente) è fissato per questa mattina.

 

 

 

 

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