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Sud Corea: 10 anni di detenzione ingiusta, il poeta Kim Ji Ha risarcito con 1,2 mln di euro PDF Stampa
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Adnkronos, 27 maggio 2015

 

Nel 1974 i suoi articoli sulle torture delle autorità sudcoreane gli erano costati il carcere e una condanna a morte. Ma a 41 anni di distanza, a Kim Ji Ha, poeta e attivista sudcoreano, quella detenzione considerata ingiusta è valsa invece un risarcimento da 1,5 miliardi di won, pari a circa 1,2 milioni di euro. Kim, che venne condannato a morte con l'accusa di aver partecipato complotto degli studenti per rovesciare il governo del presidente Park Chung Hee e per aver scritto articoli di denuncia delle violenze delle autorità, rimase in carcere per dieci mesi e fu rilasciato dietro pressioni internazionali.

Istruito, su sua richiesta, un nuovo processo e dichiarato non colpevole nel 2013, l'attivista aveva presentato allo Stato una richiesta di risarcimento, accolta dalla Suprema Corte di Seul lo scorso 8 aprile. E confermata nei giorni scorsi quando, riferisce l'agenzia stampa Yonhap, i legali dell'accusa non si sono presentati davanti ai giudici.

Nel 1974, l'allora presidente Park Chung Hee, padre dell'attuale capo di stato sudcoreano Park Guen Hye, fece arrestare 180 membri della National Youth Association for Democracy, movimento studentesco appoggiato dalla Corea del Nord. Imprigionati con l'accusa di voler rovesciare il potere di Park, otto attivisti vennero giudicati colpevoli nel 1975 e giustiziati 20 ore dopo il verdetto.

 

 

 

 

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