Domenica 20 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Giustizia: il premier esclude strette alla legge sulle intercettazioni "sono altre le priorità" PDF Stampa
Condividi

di Monica Guerzoni

 

Corriere della Sera, 12 luglio 2015

 

Forza Italia gli chiede di riferire in Aula. E la Camusso cita l'autore di "House of Cards" che disse: Matteo, è solo fiction. Nella nuova puntata del duello tra Renzi e Letta spunta a sorpresa Susanna Camusso.

La leader della Cgil ha lanciato su Twitter la foto di Kevin Spacey nei panni di Frank Underwood, camicia bianca e bretelle nere, accompagnata dalla frase "Era il 19 settembre 2014". Quel giorno Michael Dobbs, l'autore della trilogia House of Cards da cui fu tratta la serie americana sugli intrighi del potere, aveva inviato un messaggio a Renzi.

"Le mie storie non sono un manuale di istruzioni", scriveva l'ex consigliere della Thatcher al premier italiano. A raccontare l'episodio era stato lo stesso scrittore britannico, all'International communication summit Europe: "Quando ho saputo che Renzi aveva comprato una copia del mio libro a Roma, ho ritenuto prudente mandargli una nota per ricordargli che il libro è soltanto fiction".

Un consiglio che la Camusso ha rilanciato in chiave politica, richiamando il commento di Letta al Corriere sulla telefonata tra Renzi e il generale Adinolfi: "Che squallore, sembra House of Cards". A due giorni dalla pubblicazione sul Fatto quotidiano della conversazione, intercettata nell'ambito dell'inchiesta (archiviata) sulla Cpl Concordia, la polemica prende quota su diversi fronti: i giudizi del premier sul predecessore, il ruolo di Napolitano e l'opportunità di pubblicare colloqui telefonici privi di rilievo penale.

Ma per il premier una stretta sulle intercettazioni non è all'ordine del giorno. "Tengo più alla produzione industriale che alle intercettazioni", fa sapere Renzi. Forza Italia è scatenata. Brunetta sul Mattinale rilancia la richiesta di una commissione di inchiesta sui fatti che nel 2011 portarono alle dimissioni di Berlusconi e chiede a Renzi di riferire in Aula: "Napolitano non è stato ricattato? Benissimo.

Ci spieghi perché allora ha insediato in quattro e quattr'otto Renzi, licenziando senza nemmeno gli otto giorni che si danno alle colf il prediletto (Letta, ndr)". La risposta di Giorgio Napolitano e del figlio Giulio arriva via lettera sulle pagine del Fatto. Il presidente emerito della Repubblica stigmatizza la "grossolana, ignobile montatura", si augura che "menzogne e intimidazioni" cadano nel vuoto e si riserva di procedere per le vie legali: "Ingiurioso è il solo ipotizzare, in modo gratuito e sgangherato, che il presidente Napolitano abbia potuto essere oggetto di ricatti da parte di chicchessia".

Anche Giulio Napolitano evoca le carte bollate nei confronti dei quattro commensali (Nardella, Adinolfi, Casasco e Fortunato) che, intercettati alla Taverna Giulia, avrebbero "gettato fango" su di lui ipotizzando ricatti, fatto "risibile e assurdo". Per Flavio Tosi la pubblicazione di una conversazione privata senza rilevanza penale è un fatto gravissimo, da "Repubblica delle banane".

Renato Schifani rilancia l'urgenza di "una normativa che eviti un processo sommario". E Arturo Scotto di Sel, convinto che le intercettazioni penalmente irrilevanti non vadano pubblicate, prende spunto per attaccare Renzi: "Letta incapace? Probabile, ma nell'ultimo anno la disoccupazione è cresciuta e il debito pubblico ha sforato il 130%. Mi chiedo dove siano i capaci".

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it