Domenica 20 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Giustizia: caso Letta-Renzi, l'ira di Napolitano sulle intercettazioni del Fatto Quotidiano PDF Stampa
Condividi

Il Sole 24 Ore, 12 luglio 2015

 

L'ex capo dello Stato smentisce di essere stato ricattato. Il centrodestra chiede nuove norme, no del governo. Quella del Fatto Quotidiano è "una grossolana, ignobile montatura" e fa leva sul testo di alcune intercettazioni giudiziarie "acquisite e pubblicate in modi di assai dubbia legittimità". È quanto scrive il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una replica al giornale pubblicata ieri. Per l'ex capo dello Stato è "ingiurioso" ipotizzare "in modo gratuito e sgangherato" la possibilità di essere stato oggetto "di ricatti da parte di chicchessia".

Il Fatto Quotidiano aveva infatti pubblicato dalle carte dell'indagine di Napoli sulla Cpl Concordia una telefonata del gennaio 2014 tra Renzi e l'allora comandante interregionale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi che ipotizzava una presunta ricattabilità ai danni del capo dello Stato da parte di Enrico Letta e dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro.

Parole che ieri Adinolfi ha smentito. Ha replicato al giornale diretto da Marco Travaglio anche il figlio di Napolitano, Giulio, anche lui secondo la telefonata intercettata "ricattato" o "ricattabile". "Nei nove anni di presidenza di mio padre - ha scritto Napolitano junior - ho sempre assunto un profilo pubblico e professionale volutamente in disparte, rifiutando moltissimi incarichi che anche indirettamente avrebbero potuto riverberarsi negativamente sulla attività e la immagine del presidente della Repubblica".

Sulla vicenda è intervenuto ieri tutto il centrodestra. Chiedendo una riforma delle norme sulle intercettazioni. "È giunto il tempo che si approvi finalmente una normativa che, nel pieno rispetto del diritto di cronaca, eviti di trasformare la pubblicazione delle intercettazioni in un processo sommario. Spero che adesso sia davvero la volta buona" esorta il capogruppo di AP-Ncd, Renato Schifani che tuttavia appare pessimista: "C'è da scommettere che anche questa volta alla riprovazione generale non seguirà alcuna decisione, ma forse sarebbe il caso di interrogarsi fino a quando questo Paese continuerà a non essere civile".

Richiesta alla quale il premier Matteo Renzi risponde con un secco no. "Renzi-Napolitano: vogliamo la verità, non la veri-tweet", ha scritto tra gli altri su Twitter Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi. Che nel mattinale invita il premier a riferire in aula, oltre che ad aprire una commissione di inchiesta parlamentare sui fatti del 2011 che portarono alla caduta del Governo Berlusconi. "Non ci bastano un paio di tweet e qualche battuta da taverna" si legge nella newsletter.

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it