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Roma: i colleghi del gioielliere ucciso "meglio così, l'avrebbero liberato subito" PDF Stampa
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di Erica Dellapasqua

 

Corriere di Roma, 21 luglio 2015

 

"Ma la foto ancora non c'è, di lui o della ragazza?". I colleghi e gli amici di Giancarlo Nocchia vorrebbero capire se gli è mai passato davanti il killer "che non ha neanche avuto il coraggio di farsi processare, codardo, una fine troppo veloce". Perché "ps - ha aggiunto qualcuno sul bigliettino di ringraziamento ai carabinieri che l'avevano arrestato - si è appeso in cella ieri!".

Prati è un quartiere "chiuso" per lutto che non si rimangia niente delle dichiarazioni sul rapinatore "solo perché adesso è morto anche lui - dicono dal negozio Esoterica a Cola di Rienzo - aveva già fatto del male, violenza sessuale, rapina, ora se la vedranno lassù, forse meglio così, che tanto tra rito abbreviato e sconti di pena magari tornava fuori dopo un anno".

Allora, due morti e un solo lutto: "Quanto accaduto al signor Nocchia non può passare inosservato - si legge sul volantino circolato tra i commercianti ieri - abbiamo pensato di lavorare con le serrande abbassate, una dimostrazione di cordoglio civile e solidale ma anche un modo per ricordare alle istituzioni che siamo commercianti e cittadini che pagano le tasse per ricevere in cambio servizi carenti sotto ogni punto di vista assistendo a cadenza ciclica a rapine, stupri ed omicidi".

Si parla di una petizione, da consegnare forse al municipio forse al sindaco Marino. Ma intanto c'è paura: "Lunedì, due giorni prima della rapina a Nocchia, sempre un tossico voleva rubare alla profumeria qui davanti - raccontano le commesse di Stefanel in via Cola di Rienzo - siamo tornati in un clima da anni 80. I turisti stanno cominciando ad aumentare, quando inizierà il Giubileo non so come faremo, anche l'altro giorno un carabiniere in borghese ci ha riportato un vestito che si erano rubati".

Serrande a metà anche in via dei Gracchi: "Il supermercato Pam, noi e poi Giancarlo - ricordano dal negozio di scarpe attaccato alla gioielleria - nel giro di pochi mesi ci hanno fatti tutti, in fila. Quando a novembre ci rubarono tutte le scarpe fu proprio Giancarlo a dirci di mettere l'antifurto e di fare un'assicurazione".

E sul suicidio "non saprei, così sembra davvero tutto più inutile, Giancarlo è morto, l'assassino è morto, i carabinieri hanno ritrovato i gioielli, davvero tutto inutile: viaggiava con due pistole, forse se avesse voluto ucciderlo gli avrebbe sparato sul colpo". Poche scuse, invece, per i colleghi dell'autoscuola Flaminia: "Prendeva il metadone, non era un tossico che ha agito in preda al delirio, e comunque anche se sei disperato non arrivi a uccidere perché non ti viene aperta la cassaforte, punto".

 

 

 

 

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