Martedì 14 Luglio 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Immigrazione: prefetti in rivolta "siamo stanchi degli insulti" PDF Stampa
Condividi

di Vladimiro Polchi

 

La Repubblica, 22 luglio 2015

 

Migranti, la protesta dopo l'attacco della Lega a Gabrielli e la rimozione del dirigente a Treviso. "Non vogliamo essere i capri espiatori, denunceremo chi offende". Morcone contro la Ue: ha fallito. Emergenza profughi: dopo la battaglia sull'accoglienza, scoppia la rivolta dei prefetti. "Stanchi di fare la parte dei capri espiatori", i rappresentanti della sicurezza sul territorio annunciano che "sono pronte a partire le denunce".

Così dopo il muro all'accoglienza alzato dalle regioni del Nord a guida centrodestra ( Veneto, Lombardia e Liguria) e dopo l'accordo al ribasso raggiunto in Europa sulla redistribuzione dei profughi sbarcati in Italia e Grecia, tocca ai prefetti lanciare l'allarme. "Circondati da enorme ostilità", bersaglio di "frasi indegne da parte di esponenti istituzionali e noti politici", i prefetti annunciano: "Ci tuteleremo in ogni sede. Se il sistema della sicurezza ha retto in questa fase di emergenza immigrazione, lo si deve soltanto al nostro lavoro".

Claudio Palomba, presidente del Sinpref, il più rappresentativo sindacato della categoria, sottolinea che "se il tema dell'immigrazione diventa uno scontro politico, la battaglia deve rimanere nell'ambito politico. Invece alla fine a rimetterci siamo noi". A pesare è l'annuncio della rimozione del prefetto di Treviso e "le frasi indegne" rivolte dal vicepresidente del consiglio delle Marche contro il prefetto di Roma, Franco Gabrielli.

"Sono pronto a partire con denunce", afferma Palomba, che ieri sera ha inviato una lettera al Viminale per chiedere un incontro con il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Gli illustreremo una realtà che vede i prefetti circondati da enorme ostilità, alle prese con un'emergenza difficilissima da affrontare.

Ogni giorno - aggiunge Palomba che è prefetto di Lecce - le 103 prefetture sul territorio lavorano senza sosta per assicurare assistenza logistica e sanitaria ai migranti che arrivano e che ci vengono assegnati, a volte con preavvisi strettissimi. Bisogna identificarli, visitarli, curarli, trovare loro una sistemazione, il governo deve riflettere su questi aspetti. Non vogliamo diventare i capri espiatori della politica. Siamo abituati a gestire le situazioni emergenziali, ma il nostro lavoro deve essere riconosciuto. E non devono scaricarsi sui prefetti le tensioni derivanti da questa situazione".

In effetti la macchina dell'accoglienza vede la sua guida al Viminale e i suoi esecutori sul territorio nei prefetti. Eppure dal ministero dell'Interno si tende a sminuire la portata della protesta: "I prefetti hanno grandi responsabilità, è vero -ammette un tecnico del ministero - ma hanno fatto il loro dovere nel garantire l'accoglienza ai profughi e continueranno a farlo". Non è tutto. Di una solitudine dei prefetti parla anche Mario Morcone.

"Noi prefetti ci aspettiamo un confronto con i sindaci e gli assessori regionali per trovare le soluzioni migliori - sostiene il capo del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione in un'audizione davanti alla commissione parlamentare sul sistema di accoglienza - ma se questi non vengono al tavolo dicendo che hanno già troppi migranti allora dobbiamo rispondere che una soluzione dobbiamo comunque trovarla e collocare quei migranti.

Tutti - prosegue Morcone - abbiamo voglia di trovare soluzioni in un quadro di collaborazione. Ma se non mi dai quella collaborazione mi costringi a decidere in solitudine, perché stiamo parlando di persone e io a quelle persone devo dare una risposta. Se mi aiuti, lo facciamo insieme. Se no, lo faccio da solo".

Il prefetto Morcone non usa poi giri di parole per bollare l'accordo europeo sulle quote. "Auspicavamo 40mila senza fare tante storie". Insomma un piccolo passo, non certo un grande successo.

 

 

 

 

02


01


07


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it