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Toscana: i detenuti tossicodipendenti potranno curarsi nelle comunità terapeutiche PDF Stampa E-mail
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Fonte Il Tirreno 5 novembre 2010

 La Regione Toscana rivoluziona il concetto di pena e carcerazione per quei detenuti tossico/alcool dipendenti che potendo usufruire di misure alternative alla detenzione potranno curarsi in comunità.

Nella delibera stilata dall’assessore regionale al Diritto alla Salute, Daniela Scaramuccia, si stabilisce che il percorso di presa in carico dei detenuti tossicodipendenti dovrà essere identico a quello delle persone tossicodipendenti in libertà.

Per raggiungere l’obiettivo, Asl, Sert, comunità terapeutiche, Prap e Magistratura di Sorveglianza, dovranno definire le procedure più idonee per definire i percorsi assistenziali che interesseranno al momento 500 detenuti che potranno così curarsi in comunità. Il binomio “droga-carcere” ha assunto da tempo dimensioni sconvolgenti. Il 35% della popolazione detenuta, che per la prima volta nella storia della nostra Repubblica sfiora le 70mila unità, è infatti costituito da tossicodipendenti. Nelle carceri toscane, sono presenti 1539 detenuti tossicodipendenti (1.480 uomini, 51 donne e 8 minorenni), 291 sono attualmente in trattamento metadonico.

Plaude all’iniziativa il Direttore del Centro Regionale per la salute in carcere, prof. Francesco Ceraudo. “È un’iniziativa che dovrà essere presa a modello in tutta Italia - dice Ceraudo - per due motivi fondamentali: per la prima volta si può fornire una concreta opportunità di recupero ai tossicodipendenti e nel contempo si decongestiona il sovraffollamento carcerario. Ora chiediamo al Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana, che si impegni per scongiurare l’arrivo di altri detenuti tossicodipendenti da altre regioni”.

 

 

 

 

 


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