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Trani (Ba): l’Asl presenta la prima “carta dei servizi” per gli utenti detenuti PDF Stampa E-mail
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Trani Informa, 11 novembre 2010

 

La Asl Bat ha presentato all’interno del carcere di Trani la carta dei servizi sanitari a favore dei reclusi. Si tratta del primo caso in Puglia. All’incontro di presentazione dell’opuscolo erano presenti la direttrice del carcere, Annamaria Piarulli, il direttore sanitario della Asl, Francesco Polemio, ed il responsabile della sanità penitenziaria della Asl, Stefano Porziotta.

La carta dei servizi è stata presentata come un ulteriore, tangibile segnale della collaborazione positiva fra l’amministrazione penitenziaria e l’azienda sanitaria locale. Ai reclusi vengono indicati i percorsi di diagnosi, prevenzione e cura all’interno della struttura. “I detenuti e gli internati - ha spiegato Stefano Porziotta - hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, all’erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, in maniera efficace ed appropriata. L’opuscolo ha lo scopo di informare ed educare dal punto di vista sanitario e di facilitare l’attuazione di quelle misure curative contenute nel piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali ed in quelli locali”.

All’erogazione delle prestazioni sanitarie in carcere provvede la Asl, mentre l’amministrazione penitenziaria provvede alla sicurezza dei detenuti ed a quella degli internati. Attualmente le branche specialistiche assicurate nei due istituti penali di Trani (con accessi settimanali) sono quelle di odontoiatria, ortopedia, dermatologia, neurologia, chirurgia, otorinolaringoiatria, radiologia, ginecologia, psichiatria, oculistica, infettivologia, cardiologia.

Negli istituti tutti i giorni sono effettuate le visite del medico incaricato e dal medico di guardia anche se resta il problema del servizio nelle ore notturne. I medici prestano servizio nei due istituti nelle ore della mattina ed il pomeriggio dalle 14 alle 20. Gli agenti di polizia penitenziaria invocano però la copertura dalle 20 in poi. “Per fronteggiare il problema - spiega Franco Polemio - stiamo per far partire un corso di formazione rivolto agli agenti di polizia penitenziaria per le necessità di primo soccorso, la qual cosa riteniamo sia già un bel passo in avanti”.

 

 

 

 

 


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