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Appello al Sindaco del Comune di Padova, Flavio Zanonato PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 5 dicembre 2010

 

Sono 850 i detenuti presenti nella Casa di reclusione di Padova, a fronte di una capienza di 400 posti. 250 sono invece i detenuti nella Casa circondariale, in spazi che dovrebbero contenerne 98. Solo una trentina sono i detenuti ospitati nella sezione semiliberi, che escono dalla Casa di reclusione ogni giorno per recarsi a lavorare e rientrare in carcere alla sera.
La popolazione carceraria reclusa a Padova rappresenta una realtà importante e non marginale della vita cittadina. Per questo siamo convinti che alla privazione della libertà dell'individuo non debba mai corrispondere alcuna limitazione della dignità dell'essere umano, in ossequio ai principi costituzionali che tutelano i diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza e la rieducazione dei condannati.
A fronte di una situazione di emergenza, che va aggravandosi ulteriormente, con la prospettiva che entro la fine dell’anno i detenuti nella Casa di reclusione saranno mille, facciamo appello al Sindaco, in quanto Autorità garante della Salute Pubblica di questa città, affinché intervenga sulla specifica situazione padovana, avviando procedure di controllo ed ispettive volte a verificare le condizioni carcerarie.
In considerazione di una situazione, dove la legalità è sempre meno rispettata e i diritti sempre più in pericolo, chiediamo all’Amministrazione comunale – in linea con le positive esperienze da tempo avviate a livello locale, grazie all’impegno di numerosi Comuni, Province e Regioni -  l’istituzione anche a Padova del Garante dei Diritti delle Persone private della libertà personale, quale figura istituzionale che opera in piena libertà ed indipendenza al fine di
- migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà;
- promuovere l'esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e della fruizione dei servizi delle persone residenti, domiciliate o comunque presenti nel territorio
comunale, e temporaneamente detenute nelle carceri cittadine, nonché il diritto alla salute, al lavoro, alla formazione, all’istruzione, alla cura della persona.
Il Garante svolge le sue funzioni, nelle realtà nelle quali è stato istituito, volte a conseguire una migliore conoscenza delle condizioni di detenzione delle persone private della libertà personale mediante visite alle carceri, nonché stipulando convenzioni specifiche con Associazioni ed Organismi operanti per la tutela dei diritti della persona. Il Garante riferisce al Sindaco, alla Giunta, al Consiglio Comunale ed alle Commissioni Consiliari per quanto di loro competenza sulle iniziative assunte e sui problemi insorti, ogni qualvolta lo ritenga opportuno, e comunque almeno una volta ogni semestre.
Al Sindaco chiediamo anche, nella sua veste di delegato alla Sicurezza per l’Anci, di farsi promotore dell’avvio di un confronto con gli amministratori dei Comuni sedi di strutture carcerarie per poter concordare insieme azioni comuni, per contrastare l’inarrestabile degrado delle condizioni di vita della popolazione carceraria italiana. Perché nessuno più possa ignorare che il carcere come è oggi produce solo insicurezza.

 

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Antigone Padova
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