Sabato 15 Agosto 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

 

Luigi Morsello: le “memorie” di un direttore di carceri PDF Stampa E-mail
Condividi

In Veneto, 5 dicembre 2010

 

Nell'ambito della rassegna "Diritti+Umani” Martedì 30 novembre alle 17.30 nella Sala Anziani di Palazzo Moroni, a Padova c’è stata la presentazione del libro di Luigi Morsello e Roberto Ormanni “La mia vita dentro. Le memorie di un direttore di carceri”. Luigi Morsello ha lavorato per trentasei anni per l’Amministrazione penitenziaria, dirigendo molte carceri, e ha potuto vedere le evoluzioni e i passaggi avvenuti a seguito della riforma dell’Ordinamento penitenziario del settantacinque e della legge Gozzini dell’ottantasei.
Morsello si è trovato più volte all’interno di rivolte – gli anni erano quelli delle tensioni sociali, del terrorismo, dei grandi cambiamenti - è stato direttore di un carcere, quello di Alessandria, dove c’erano i pentiti del terrorismo, ha avuto un ammutinamento degli agenti, è stato processato perché si era rifiutato di accogliere alcuni detenuti perché il suo carcere aveva superato la capienza regolamentare. Un uomo che non ha avuto paura di esporsi e di rischiare la carriera per far rispettare quelli che sono i regolamenti dello stato. Nel suo libro c’è tutto questo e molto di più, e dal dibattito coordinato da Ornella Favero, direttore della rivista penitenziaria Ristretti Orizzonti, e che ha visto la partecipazione di Francesca Vianello dell’associazione Antigone, docente Ricercatrice di Sociologia del diritto, della devianza e del mutamento sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, sono uscite tutta una serie di considerazioni sulla situazione attuale delle galere. Al centro del dibattito la situazione di degrado strutturale, la distanza tra l’ordinamento e la pratica, la frustrazione del personale di custodia, la “favola” della costruzione di nuove galere, per le quali servono milioni di euro che non ci sono, a parte 200 mila euro che sono stati “scippati” alla Cassa Ammende, il sovraffollamento che in Italia è ciclico per cause anche di carattere normativo, la mancanza di coraggio da parte dei direttori che, secondo Morsello, se si unissero e con i poteri normativi che hanno potrebbero far pressione perché le cose cambino in profondità.
Roberto Ormanni, coautore, giornalista, direttore del settimanale Il Parlamentare.it, che ha lavorato per diverse testate, ed è stato direttore del settimanale giuridico Diritto e Giustizia, è intervenuto per sottolineare come nel nostro Paese non venga richiesto nelle istituzioni pubbliche uno “standard minimo di qualità” per cui il buon funzionamento delle stesse è nelle mani della buona volontà individuale e non è “obbligatorio”.

 

 

 

 

 


Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it