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Educare alla legalità: esperienze a confronto PDF Stampa E-mail
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In Veneto, 5 dicembre 2010

 

Importanti esperienze di confronto tra scuole e carcere sono state presentate al seminario organizzato a Verona, presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università, dalle associazioni “La Fraternità”, “Progetto carcere 663” e “Granello di Senape”: Educare alla legalità, il titolo del seminario che ha visto le associazioni partecipanti al progetto "Il carcere entra a scuola. La scuola entra in carcere", promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Osservatorio nazionale per il volontariato - presentare i loro percorsi, i loro metodi, i loro risultati. Il progetto, che a Padova è arrivato al suo settimo anno di vita, in collaborazione anche con il Comune di Padova e la Casa di reclusione, porta nelle Scuole medie superiori e inferiori (e in altri ambiti), testimonianze e riflessioni sul carcere, la giustizia, la prevenzione dei reati.
Il convegno nella mattinata ha affrontato l’argomento “Le esperienze di educazione alla legalità in ambito scolastico”, mentre nel pomeriggio il tema è stato “Carcere e mondo della pena: un contesto da umanizzare”. Ad aprire l'incontro l’intervento di Vincenzo Linarello, presidente del consorzio Goel di Locri, terra in cui violenza e tassi di disoccupazione giovanile sono elevatissimi (pari al 70%) e che vede il consorzio impegnato nella proposta di valide alternative tramite imprese sociali. Linarello ha spiegato in modo intenso e coinvolgente quello di cui il consorzio si occupa: di rifugiati e immigrazione, considerata risorsa di sviluppo; di comunità per minori e comunità psichiatriche, per offrire una buona sanità alternativa alla sanità pubblica infiltrata dalla 'ndrangheta; di comunicazione attraverso il turismo responsabile e solidale, che produce poi alleanze in tutta Italia; di scambio senza denaro; di agricoltura biologica, con vendita diretta saltando la filiera della distribuzione, che alza i prezzi al consumo soffocando i compensi ai produttori.
Dopo questo toccante intervento è stata la volta dei progetti con le scuole dell’associazione “La Fraternità”, raccontati da Arrigo Cavallina, e da rappresentanti di alcune scuole: per la scuola media Braida hanno parlato un insegnante e due ragazzi, nel frattempo promossi in prima superiore; per il liceo scientifico Messedaglia ancora un insegnante accompagnato da un gruppo di studenti; per la Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) Davide ha spiegato l'impegno dell'associazione per una cittadinanza concretamente solidale alla quale tutti possono partecipare; e infine Federica ha esposto la sua tesi di psicologia sul percorso didattico “L'immagine riflessa”.
Sono intervenuti poi Ornella Favero, presidente dell’associazione Granello di Senape - Padova e direttrice di Ristretti Orizzonti che ha raccontato le continue riflessioni effettuate nel corso dello svolgimento del progetto con le scuole, alla ricerca di un miglioramento continuo perché il progetto sia effettivamente valido da un punto di vista della prevenzione: i ragazzi sono interessati soprattutto alle storie di vita dove possono rispecchiarsi, immedesimarsi con un risultato di gran lunga più efficace.
Le diverse attività di scambio con il mondo del carcere organizzate da Progetto carcere 663 - che da anni coinvolgono un numero enorme di studenti - sono state esposte da Maurizio Ruzzenenti che segue il metodo dei percorsi di legalità con gli “esperti” (polizia penitenziaria, forze dell’ordine, magistrati, operatori penitenziari, volontari) e una entrata in carcere per disputare una partita, durante la quale “lo studente dimentica di aver di fronte un detenuto”.
Il pomeriggio è stato dedicato al rapporto in atto tra l’Università e le Istituzioni penitenziarie di Verona, che ha alla base un corso di formazione su carcere e pene e uno sportello informativo gestito da studenti universitari in carcere, sul quale hanno riferito Camilla, Ileana e Maria Antonietta, le tre studentesse che l'hanno finora condotto. Tre docenti di Scienze della formazione e uno di Giurisprudenza si sono interrogati poi su come proseguire e migliorare l'esperienza. È stato un convegno ricco di impulsi e suggestioni, tutte raccolte nel volume, di imminente pubblicazione, che dà voce alle testimonianze e alle riflessioni sugli interventi di educazione alla legalità, e di cui al convegno è stato distribuito un “assaggio”, alcune pagine in anteprima sotto forma di dispensa.

 

 

 

 

 


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