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Restituire dignità al carcere Due Palazzi PDF Stampa E-mail
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Il Mattino di Padova, 14 dicembre 2010

 

 

A Padova di carceri ce ne sono due; uno è quello dove stanno le persone appena arrestate, oggi 250 invece delle 98 previste, l’altro è conosciuto in positivo, per i panettoni che producono i detenuti, per la rivista Ristretti Orizzonti, la possibilità di studiare fino all’università, la biblioteca, le cooperative che offrono lavoro, per tante iniziative che danno un senso alla carcerazione, solo che a essere impegnati in queste attività sono poco più di 300 detenuti, per gli altri il carcere è un parcheggio, devastato dal sovraffollamento, dalla mancanza di risorse, la poca igiene, la sanità in difficoltà. È per questo che molte associazioni hanno deciso di mettersi insieme per chiedere un cambiamento della condizione delle carceri, e per invitare il sindaco Flavio Zanonato a intervenire. E il sindaco ha accolto l’invito, è entrato in carcere, ha incontrato detenuti, associazioni, operatori, ha preso degli impegni.

 

Le associazioni chiedono il rispetto della Costituzione

 

La popolazione carceraria reclusa a Padova rappresenta una realtà importante della vita cittadina. Per questo siamo convinti che alla privazione della libertà dell’individuo non debba corrispondere alcuna limitazione della dignità dell’essere umano, in ossequio ai principi costituzionali che tutelano i diritti inviolabili dell’uomo, l’uguaglianza e la rieducazione dei condannati. A fronte di una situazione di emergenza, che va aggravandosi, facciamo appello al sindaco, in quanto autorità garante della salute pubblica di questa città, affinché intervenga avviando procedure di controllo delle condizioni carcerarie. In considerazione di una situazione che vede la legalità sempre meno rispettata e i diritti in pericolo, chiediamo all’Amministrazione comunale l’istituzione anche a Padova del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Al sindaco chiediamo anche, nella sua veste di delegato alla Sicurezza per l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), di farsi promotore dell’avvio di un confronto con gli amministratori dei comuni sedi di strutture carcerarie per concordare azioni comuni, per contrastare il degrado delle condizioni di vita della popolazione carceraria italiana. Perché nessuno più possa ignorare che il carcere come è oggi produce solo insicurezza.

 

Acli, Antigone, Beati i costruttori di pace, Camera penale “Francesco De Castello”, Conferenza regionale Volontariato Giustizia, Cgil Padova, Funzione pubblica Cgil Padova, Cooperativa AltraCittà, Giuristi democratici, Magistratura democratica, Ristretti Orizzonti

 

Il sovraffollamento ostacola ogni reinserimento sociale

 

L’aspetto più drammatica del sovraffollamento è il fatto che i detenuti impegnati in attività sono un numero limitato, tutti gli altri passano la carcerazione in branda. Questo significa che un carcere così non crea sicurezza, non reinserisce le persone che, quando escono dopo essere state “parcheggiate” per anni senza far niente, non inserite nel territorio e costituiscono un reale pericolo. Noi vorremmo sottolineare il ruolo che può avere il sindaco rispetto alle condizioni nelle quali versano le carceri, il sovraffollamento, i gravissimi problemi legati al diritto alla salute, la mancanza di opportunità per le persone detenute di accedere a misure alternativa al carcere. Pensiamo infatti che i sindaci possano fare molto per lo stato di totale illegalità delle carceri delle città che amministrano, e chiediamo che il sindaco di Padova si faccia promotore di una iniziativa di altri sindaci di Comuni sedi di carceri per riportare all’attenzione della cittadinanza la questione del rispetto della legalità nelle carceri.

 

Ornella Favero redazione di “Ristretti Orizzonti”

 

Perché bisogna istituire il Garante dei detenuti

 

Il carcere è una parte della città, i detenuti sono persone che vivono in questa città con una serie di problemi che, se si verificassero in un quartiere, certamente avrebbero un’attenzione maggiore da parte della cittadinanza e dell’amministrazione. Il primo problema è quello dell’igiene e della salute, dal momento che un numero di persone molto superiore alla capienza consentita è costretto a vivere, a farsi da mangiare, a occuparsi di tutte le incombenze quotidiane in uno spazio così ristretto. L’obiettivo delle nostre associazioni è proprio quello di interagire con gli amministratori locali, per cercare a livello normativo, ciascuno con le proprie competenze, le possibili soluzioni. L’altro aspetto che ci preme è il problema del Garante, per il quale auspichiamo che anche Padova si muova nella direzione di istituire questa figura, che ha la finalità di interagire tra le istituzioni per migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà e monitorare le condizioni dell’esercizio dei loro diritti. Anna Maria Alborghetti avvocato e presidente della Camera penale In 75 nelle sezioni da 25 e le docce non funzionano Siamo contenti di vedere il sindaco e una rappresentanza della società civile che si ritrovano con noi detenuti per discutere della situazione carceraria. Ecco signor sindaco, se siamo stati messi qui, nessuno di noi dice che non vogliamo espiare questa pena, il punto è di farlo in modo più dignitoso. Perché vivere anni e anni in condizioni di questo tipo significa soprattutto non riuscire nemmeno per un attimo a riflettere sulle proprie responsabilità, significa combattere per la sopravvivenza ogni giorno, in sezioni che erano state pensate per 25 detenuti, e oggi ne ospitano 75. Ora ci ritroviamo in 75 ad usare le stesse docce, che sono sempre rotte, e qualcuno dice che per il presepe il muschio si può venire a prenderlo qui. Ma anche le stanze per i colloqui con i nostri famigliari sono sempre le stesse, solo che adesso il numero delle persone è triplicato, e noi dobbiamo convivere tutti i giorni con queste situazioni. Per quanto riguarda il Garante, abbiamo un bisogno urgente di questa figura, perché, per quanto vi sia una direzione attenta, il carcere è una macchina composta da talmente tante complesse problematiche, che una persona detenuta si trova spesso ad affrontare difficoltà che nulla hanno a che fare con lo scontare dignitosamente la propria condanna.

 

Elton Kalica detenuto

 

Zanonato: coinvolgerò l’Anci, è un caso nazionale

 

Parto dal fatto che non bisogna commettere l’errore di immaginare che tutte le soluzioni dipendano dal Comune. Non è così, ho visto alcune ordinanze di sindaci di altre città sul sovraffollamento, ma i dispositivi delle ordinanze sono una specie di documento di solidarietà, però contano zero, non è che se io ordino che sia scarcerata una persona, chi la detiene la scarcera. Non ho questa facoltà, e se ordino di limitare a 350 i detenuti in questo carcere, è naturalmente un desiderio, non un ordine. È una forma per, in qualche modo, manifestare la comprensione e la condivisione di un problema. È un tema molto delicato quello delle carceri, si stima che l’ultimo indulto abbia fatto perdere alle forze che l’hanno votato un consenso significativo, anche perché è stato attribuito quasi interamente al centrosinistra. È diffusa la convinzione che, sui temi della sicurezza, la risposta giusta sia solo la repressione, aumentare le pene, avere più carceri, un apparato repressivo che risponda in modo più violento ed efficiente... Ed è faticosissimo smontare quest’opinione. Però siccome non mi muovo solo sulle cose che convengono, ma anche sulle cose che sono giuste e mi convincono, mi impegno in modo più netto a occuparmi di queste questioni e a riflettere su alcune iniziative che possiamo fare, anche se dobbiamo tenere conto che abbiamo avuto un crollo drammatico di risorse. Come Anci, mi avete dato uno spunto e penso che si potrebbe fare un incontro nazionale sull’argomento carceri, condizioni di vita, edilizia carceraria, leggi che oggi sovrintendono alle misure alternative e tutto questo complesso di temi. Come Comune di Padova, il primo impegno è organizzare un incontro con la commissione consigliare in modo da porre il problema della situazione delle carceri e la questione del Garante al consiglio comunale.

 

Flavio Zanonato sindaco di Padova

 

Prima riunione in municipio sull’emergenza carceraria

 

La scorsa settimana si è svolta una riunione della commissione consiliare con il sindaco e l’assessore alle Politiche sociali, Fabio Verlato, con all’ordine del giorno il tema delle carceri. Le associazioni intervenute hanno sottolineato che è importante è che le carceri restino al centro dell’attenzione della città, con nuove iniziative contro il sovraffollamento e un confronto aperto sull’istituzione del Garante delle persone private della libertà personale.

 

 

 

 

 


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