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Ragusa: l’Ausl non rinnova la convenzione per i servizi infermieristici in carcere PDF Stampa E-mail
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La Sicilia, 15 dicembre 2010

 

L’Ausl di Ragusa non rinnoverà per il 2011 la convenzione con l’Istituto Penitenziario di Modica Alta per l’assistenza infermieristica ai detenuti. Praticamente la direzione del carcere di Piazza Gesù dovrà ripiegare sulle professionalità esterne. Si tratta di convenzioni a termine che da circa ventitré anni vengono stipulate annualmente tra l’azienda sanitaria e la direzione penitenziaria e che quest’anno, sulla scorta delle nuove normative e dei tagli alla sanità, il direttore generale dell’Asp Ragusa, Ettore Gilotta, non ha inteso reiterare.

La vicenda, ovviamente, va di pari passo con il carcere di Ragusa. “Dovremo ricorrere - spiega la direttrice, Giovanna Maltese - agli esterni che faranno domanda. È chiaro che la nostra preoccupazione riguarda la sicurezza. Da anni hanno lavorato con noi infermieri inviati dall’Ausl 7, oggi Asp, che oramai hanno acquisito dimestichezza con il nostro personale e con i detenuti, per cui ritengo che ci saranno dei problemi. Abbiamo sollecitato la convenzione ma ci ha stato comunicato che da quest’anno non sarà siglata”. Senza nulla togliere a quegli infermieri che saranno avviati a tale compito, è ovvio che l’esperienza in questo settore è fondamentale.

“L’Asp ci ha avvisati che non saranno più autorizzati propri dipendenti - aggiunge la direttrice - poiché il monte ore possibile è largamente superiore a quello disponibile. Si tenga conto che le ore concesse agli infermieri durante l’arco di un anno veniva consumato in appena due mesi”. Dopo 23 anni e 4 diverse amministrazioni sanitarie, le due carceri iblee dovranno cercare altrove l’assistenza sanitaria. Anche i medici vi operano dovranno adattarsi ai nuovi infermieri perché verranno meno le competenze e la professionalità acquisiti negli anni, mancheranno la praticità e la sinergia con cui gli infermieri andavano pari passo con la polizia penitenziaria e nei primi tempi le difficoltà riguarderanno anche la fiducia che i nuovi dovranno acquisire.

 

 

 

 

 

 


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