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Lazio: la Regione promuove un Gruppo di lavoro sulla sanità penitenziaria PDF Stampa E-mail
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Dire, 19 gennaio 2011

 

Si è svolta oggi una seduta congiunta delle commissioni Sanità e Lavoro e politiche sociali della Regione Lazio, presiedute rispettivamente da Alessandra Mandarelli e Maurizio Perazzolo, per favorire l’istituzione di un gruppo di lavoro che si occupi in maniera specifica della medicina penitenziaria. In particolare, del delicato passaggio di competenze in questo settore dalle strutture del ministero della Giustizia alle Aziende sanitarie locali, e dunque alle Regioni.
Una riforma datata 1999, che tuttavia non trova ancora completa applicazione nelle 14 carceri laziali. Lo fa sapere una nota della Regione Lazio.

Il primo passo in questo senso, precisa il comunicato, sarà costituito da uno scambio tra i due presidenti dalle informazioni acquisite nel corso delle audizioni su questa tematica svolte finora dalle commissioni. Materiale che sarà recapitato ai commissari e a tutti i consiglieri che ne faranno richiesta, insieme alle relazioni su questi argomenti elaborate dagli uffici competenti. Inoltre, verranno programmate le audizioni dei direttori degli istituti di pena regionali.
“Nel nostro caso - ha detto Mandarelli - i dati forniti in audizione dal Garante dei detenuti sono stati estremamente preziosi per leggere la difficile situazione patita dai detenuti tossicodipendenti, con gravi malattie, o anche delle detenute che vivono i vari momenti della maternità dietro le sbarre. Per dare piena attuazione alla riforma nazionale della sanità penitenziaria - ha proposto - abbiamo già richiesto alla Giunta di prevedere la presenza dei direttori degli istituti di pena all’atto di definire i piani di zona socio - sanitari, ossia i principali documenti di programmazione territoriale”.
Secondo Perazzolo, che dall’agosto 2010 ha intrapreso una serie di visite presso le case circondariali regionali, per raggiungere questi e altri obiettivi “si rende necessaria la creazione di un gruppo di lavoro che ponga attorno allo stesso tavolo i principali enti decisori in tema sanità penitenziaria: la Regione, le Asl, il Garante, il ministero di Giustizia, le carceri stesse. Questo organismo avrebbe un duplice scopo: fotografare la situazione esistente ed elaborare al contempo ipotesi di lavoro per la risoluzione delle criticità emerse”.

Alla seduta hanno partecipato quattordici consiglieri (di maggioranza e opposizione) e rappresentanti degli assessorati competenti, tutti sensibili alla tematica e favorevoli alla proposta. Nel corso dei numerosi interventi, prosegue la nota, “è emersa la volontà di dare immediato seguito alla riunione odierna attraverso la convocazione dei responsabili medici delle strutture penitenziarie e l’acquisizione del rapporto annuale, a cura della Giunta, sulla situazione sanitaria in carcere. Particolare sensibilità è stata manifestata sul fenomeno delle morti nelle carceri: sia relativamente ai suicidi, sia ai decessi “naturali”, spesso dovuti a patologie non individuate e curate tempestivamente”.

 

 

 

 

 

 


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