Lunedì 28 Settembre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

 

 

Giustizia: dal VI Forum nazionale salute mentale un appello contro i manicomi criminali PDF Stampa E-mail
Condividi

Dire, 17 gennaio 2011

 

Si è tenuto nel weekend al Castello aragonese di Aversa il VI Forum Nazionale Salute Mentale che propone una serie di interventi, riflessioni e confronti, in programma fino a domani nella cittadina casertana.

Al centro del dibattito quest’anno l’Ospedale psichiatrico giudiziario (Opg), tema prioritario per il forum che si batte fin dalla sua nascita, nel 2003, per il suo superamento. “Sono stati anni difficili per la salute mentale - sostiene Giovanna Del Giudice, portavoce del forum - a causa del forte attacco alla legge 180, determinando un ritorno al passato in alcuni casi, ma lo scandalo degli OPG deve essere definitivamente cancellato.

Occorre chiudere i manicomi criminali e porre fine all’assurdità e alla violenza che si consumano al loro interno. Se queste strutture permangono è anche per il ruolo svolto dai Dipartimenti di salute mentale, che si trovano ad affrontare oggi una nuova sfida rispetto al modello organizzativo. Bisogna ripartire dal paradigma dell’agire terapeutico, delle culture alla base dell’imputabilità, del differente sguardo sull’altro, della fine della medicina penitenziaria e della presa in carico da parte del sistema sanitario regionale, dalla piena tutela della salute nelle carceri. Malgrado nuovi strumenti legislativi che consentirebbero il contrasto dell’internamento degli Opg, si assiste stranamente a un aumento delle presenze, in numero stabile negli ultimi venti anni. Intanto si continua a mettere strettamente in relazione la pericolosità sociale con la malattia mentale”.
Sono oltre 1300 gli internati presenti nei sei Opg italiani, persone richiuse, nella maggior parte dei casi, per reati minori che si trovano a scontare “un ergastolo bianco”, e a vivere in condizioni di coercizione e degrado, con un aumento significativo del numero di suicidi e degli atti di autolesionismo. “Una chiara violazione dei diritti umani le condizioni in cui vivono gli internati” denuncia indignato Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.

“Nell’ospedale di Aversa, dove oggi si trovano circa 300 internati, l’ultimo letto di contenzione è scomparso nel 2008 - sottolinea Tiziana Celani, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl ex Caserta 2 - Bisogna entrare nel processo di superamento mettendo insieme, come stiamo facendo oggi, tutti gli attori coinvolti, dai Dipartimenti, alle Regioni, ai Ministeri, allo stesso terzo settore. A partire dalle dimissioni dei pazienti e dall’attivazione di percorsi di reinserimento sociale”.

Se tutti sono d’accordo sulla necessità di un superamento sostanziale degli Opg, molti si chiedono come si possa realizzarlo. Il processo per chiudere gli ospedali giudiziari - secondo gli organizzatori del forum - necessita di politiche nazionali e regionali, con cui torni ad essere prioritaria la tutela dei diritti dei detenuti e dei malati mentali, ma anche di risorse economiche e umane. È con il Dpcm del primo aprile 2008 che comincia questo percorso. “Il superamento degli Opg - Giuseppe Nese, dell’Osservatorio regionale sulla sanità finanziaria per la Campania, fa il punto sull’applicazione del decreto - coincide con la ristrutturazione dell’offerta dei servizi di salute mentale del territorio, che sposta la responsabilità sanitaria in capo ai Dipartimenti di Salute Mentale, e realizza, ove possibile, le dimissioni dell’internato, nel quadro più generale della regionalizzazione degli ospedali. Ma la legge non viene applicata ovunque allo stesso modo: abbiamo davanti un cammino graduale”.

 

 

 

 

 

 


Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it