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Sardegna: Sdr; non ancora assegnati i 500mila euro per emergenza sanitaria nelle carceri PDF Stampa E-mail
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Agi, 4 gennaio 2011 “Non è più tempo di palleggiarsi le responsabilità ma di restituire dignità e senso a chi si trova in stato di detenzione nei 13 istituti penitenziari dell’isola”. Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” sottolineando che “i 500 mila euro messi a disposizione dalla Regione per far fronte all’emergenza sanitaria per i detenuti non sono stati ancora assegnati agli istituti. È evidente - rileva la presidente di Sdr - che non si può stare ad aspettare le comodità di coloro che non vivono la drammaticità di avere un parente ospite di una struttura penitenziaria. La situazione risulta più delicata e rischiosa in realtà come Buoncammino dove la presenza di un Centro diagnostico terapeutico, con una trentina di posti per detenuti con gravi patologie, richiede un’attenzione speciale. Deve essere infatti garantito un costante monitoraggio per evitare che da condizioni croniche si passi a situazioni critiche con necessità urgenti di ricoveri in ospedale quando non sono sufficienti neanche gli agenti di polizia penitenziaria per i piantonamenti”. “Chiedere tempestività al Governo è quindi necessario ma lo è altrettanto - osserva Caligaris - sollecitare la Regione ad attivare quelle azioni preliminari che consentano di attuare concretamente il passaggio della sanità alle Aziende Sanitarie Locali. Non si comprende perché non sia stato ancora attivato un tavolo di concertazione tra Regione e Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria. È urgente definire i referenti per ciascuna Asl individuando il punto di riferimento per ogni specialistica. Per Cagliari - Buoncammino si può pensare a una corsia preferenziale per le urgenze e alla definizione del servizio di guardia medica”. “È poi ancora del tutto in alto mare la questione delle professionalità mediche e infermieristiche che da decenni prestano servizio nel carcere cagliaritano. Risulta incontrovertibile l’individuazione di un nucleo stabile di medici e di infermieri garantendo così continuità nel servizio. Ciò va fatto però - conclude Caligaris - tenendo anche conto delle specializzazioni maturate nel tempo”.
 

 

 

 

 


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