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Lettere: chi si occupa dei detenuti che escono dal carcere? PDF Stampa E-mail
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di Redazione

 

www.imgpress.it, 25 febbraio 2011

 

I deputati sono spesso in visita alle carceri: un lodevole l’impegno se fosse sincero, ispirato da sani principi di etica e moralità. E noi vogliamo crederlo anche perché non si può assolutamente cercare la celebrità con inconsapevole sadismo tra persone che soffrono.

Non a caso e non è pubblicità al nostro libro Il picciotto e il brigatista - Fazi editore - in cella si svolge una parte di esistenza drammatica, forse più dura del dolore che ha provocato quella vita sbagliata.
Tante volte, mentre ci recavamo in qualche carcere, per visitare, un gruppo di detenuti anonimi e per nulla eccellenti, detenuti comuni, così si dice, abbiamo osato immaginare i loro pensieri, le loro reali esigenze. E nel libro si narra di questo e non delle favole di cui si gloria purtroppo certa politica indegna di rappresentare questo Paese.
In cella, credeteci sulla parola, non c’è nulla di cui vantarsi, ovviamente, e dovrebbe essere la visita, tra i principali doveri di un parlamentare per provare, uscendo da quel luogo, a risolvere emergenze, carenze, assurdità. Detenuti anonimi, tossicodipendenti ed extracomunitari, ladri, assassini, corruttori... c’è da pensare e da riflettere. Che faremo di loro una volta usciti dalle celle dopo aver scontato la loro giusta pena?
Troviamo infamante che nessuno si preoccupi di loro, di noi, della sicurezza dei cittadini. Non trovando soluzioni ai tanti problemi della vita carceraria si mette in pericolo la vita di tutti, innocenti compresi. Forse da queste prime riflessioni si dovrebbe ripartire per provare a risolvere le quotidiane emergenze. Non sarebbe meglio, prima delle grandi discussioni sul sesso sicuro del Premier che sembra appassionare salotti televisivi e opinionisti di rango, finire un ragionamento (serio) sulla vita tra gli istituti di pena? Per aiutare i tantissimi detenuti in attesa di uscire dal carcere, vi assicuriamo - basta avere due mani e un po’ di cervello. Se poi, oltre a un cuore generoso, la politica avesse pure un po’ di decenza appunto, ancora meglio. Coraggio Italia!

 

 

 

 

 


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