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La lettura per essere più liberi e consapevoli PDF Stampa E-mail
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Il Mattino di Padova, 7 marzo 2011

 

La lettura è in carcere una delle “libertà” che la persona conserva. La libertà della mente di conoscere, sognare, esplorare. Negli istituti di pena le biblioteche, presenti per legge ma con scarse risorse, hanno conosciuto nuova vita in questi anni grazie ai progetti gestiti dalla cooperativa sociale Altra-Città e finanziati dal Comune di Padova (Casa Circondariale) e dalla Regione del Veneto (Casa di Reclusione).
La Regione del Veneto ha però tagliato i fondi, a partire dal bando 2010-2011. Nella Casa Circondariale la biblioteca, in una situazione di sovraffollamento gravissima e di turn over massiccio dei detenuti, mantiene, come la scuola e la formazione, accesa la fiammella della cultura. Nella Casa di Reclusione in questi anni è cresciuta una “biblioteca diffusa”, aperta ai detenuti, presente anche in sezioni separate: una grande risorsa per la formazione e la crescita culturale delle persone. Oltre al personale e ai formatori retribuiti grazie ai finanziamenti, il progetto si è sempre avvalso anche di volontari, sia della cooperativa che detenuti.

 

Rossella Favero cooperativa AltraCittà

 

A rischio la biblioteca “Tommaso Campanella”

 

Da alcuni anni coordino la biblioteca “Tommaso Campanella”, della Casa di Reclusione. Faccio parte, come volontaria, della Cooperativa sociale AltraCittà Onlus di Padova, che gestisce assieme all’associazione Granello di Senape il Centro di documentazione Due Palazzi, in cui sono presenti anche la redazione di Ristretti Orizzonti, il gruppo Rassegna stampa, il Tg Due Palazzi e un laboratorio di legatoria e di grafica.
Nel marzo 2009 abbiamo inaugurato la nuova struttura della biblioteca, e in questi due anni sono molto cresciuti i prestiti e i libri presenti in biblioteca, a fronte anche di un continuo rinnovo e con una catalogazione completa. Nel Centro di documentazione gestiamo l’assistenza ai detenuti che partecipano ai turni settimanali di accesso a consultazione e prestito e organizziamo incontri con autori e gruppi di lettura. Dal 2006 abbiamo attivato una collaborazione con il sistema bibliotecario provinciale, facente capo ad Abano, per cui i detenuti possono usufruire del prestito interbibliotecario. Abbiamo svolto corsi di formazione che ci hanno permesso di inserire al lavoro esterno alcuni di loro.
Da quest’anno la Regione ha tagliato drasticamente i fondi a tutte le attività che vengono svolte a contenimento delle marginalità sociali. Il che, per esempio a Padova, significa la chiusura anche di progetti per la mediazione culturale (Casa Circondariale), il teatro e, naturalmente, la biblioteca. La situazione in questo momento è di grave difficoltà: stiamo acquistando a nostre spese perfino la cancelleria. Ma soprattutto vediamo in grave crisi le nostre attività più belle. Il tutto a fronte di un aumento spaventoso di detenuti. In una realtà in cui il lavoro “interno” per i detenuti, per mancanza di fondi, è stato drasticamente ridotto (anche il nostro detenuto-bibliotecario ha visto diminuire le poche ore pagate), la chiusura di attività come la biblioteca implica la riduzione di uno spazio vitale!

 

Marina Bolletti Biblioteca Tommaso Campanella

 

I libri devono essere accessibili a tutti

 

La Biblioteca nella Casa di Reclusione ospita da anni non solo libri, ma anche e soprattutto iniziative culturali, come il gruppo di lettura Leggere insieme, gestito da due volontarie, che presentano ai detenuti alcuni libri su argomenti scelti insieme, i testi girano tra i partecipanti e ci si ritrova per discuterne. Ma sono importanti anche altre attività: un gruppo di lavoro con incontri su Haiti, argomento su cui si elabora una rassegna stampa grazie a una volontaria, in collaborazione con l’associazione Radiè Resch, e gli incontri di lettura e scrittura con i detenuti arabi gestiti da una collaboratrice di madrelingua, che prevede quest’anno l’interscambio con la biblioteca di Limena. E poi ancora le iniziative della “biblioteca diffusa”, che significa portare la lettura in tutte le sezioni, anche quelle che non sono autorizzate a frequentare la biblioteca centrale. Un progetto che sta “saltando” a causa dei tagli è quello rivolto ai detenuti cosiddetti “Protetti”, esclusi (in relazione al reato e ai regolamenti) dalla possibilità di accedere alla biblioteca.

 

Valentina Franceschini cooperativa AltraCittà

 

Un bibliotecario-detenuto orgoglioso del suo successo

 

Sono Stefano, un detenuto della Casa di Reclusione: dal luglio 2010 bibliotecario della Biblioteca “Tommaso Campanella”, che gestisco in collaborazione con la Cooperativa Al-traCittà. La scorsa settimana ho letto che le biblioteche del Padovano hanno avuto un’impennata in visite e prestiti. Mi è sembrata un’opportunità per soffermarsi anche sui nostri numeri. Nei primi sei mesi del 2010 il volume medio mensile dei prestiti è stato di 158, con un picco di 222 a marzo; nel secondo semestre la media si è elevata a 232, con un aumento del 50%. L’incremento evidenzia il successo dell’iniziativa. Lo conferma il forte aumento delle visite in biblioteca, passate dalle 25 settimanali del primo semestre alle 40 attuali. Il dato è alto se si considera che gli accessi sono regolati da un turno settimanale e autorizzati dalla direzione, e tanti detenuti non possono accedervi.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2010 il numero dei prestiti è stato di 190, mentre a oggi è di 573: si potrebbe arrivare, alla fine del 2011, a un volume complessivo tra i 3.500 e i 4.000 prestiti, con un aumento del 60%. Significativo anche l’aumento dei titoli in catalogo, passati da 12.000 a circa 14.500. Occorre tenere conto che le acquisizioni della biblioteca si basano principalmente su donazioni di privati e negli ultimi mesi, da una donazione del sindaco di Padova. Un importante servizio offerto ai detenuti è il prestito interbibliotecario. A gennaio 2011 i volumi prestati erano 32. Un fiore all’occhiello sono i libri in lingua straniera: oltre 850 titoli in lingue che vanno dal tedesco all’inglese, all’arabo al rumeno, all’albanese allo spagnolo al francese. Anche se sarebbe importante che questo settore fosse arricchito, riteniamo che la nostra biblioteca sia all’avanguardia tra le biblioteche carcerarie.
La nostra organizzazione si propone di permettere l’accesso alla lettura a ogni detenuto. Per gli studenti c’è la possibilità di venire in biblioteca in giorni prestabiliti, accompagnati dai professori. I generi più richiesti sono la narrativa e la poesia, ma molto letti sono anche i saggi di arte e sociologia e i grandi del pensiero filosofico. Per la mia esperienza di lettore prima e di bibliotecario ora, posso dire che la motivazione principale per i detenuti è la presa di coscienza di una lacuna da colmare, ma anche il bisogno di mantenere attiva la mente e di evadere dalla realtà. Per i detenuti stranieri un libro nella propria lingua può essere un modo per non perdere la propria identità in un luogo di appiattimento quale è il carcere. La lettura ha un’importanza molto rilevante nel tempo che un detenuto trascorre nell’espiazione della propria pena e arriva ad assumere la forma di un’alternativa alle condizioni negative della detenzione.

 

Stefano Carnoli

 

 

 

 

 


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