Domenica 15 Dicembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Norme e sentenze, la retroattività si fa strada PDF Stampa
Condividi

di Guglielmo Saporito

 

Il Sole 24 Ore, 12 luglio 2019

 

Corte costituzionale, sentenza 10 luglio 2019, n. 173. Quando una legge è retroattiva, sorgono seri dubbi sulla lealtà dello Stato: la legge può disporre solo "per l'avvenire" (articolo 11 delle Disposizioni preliminari al Codice civile), non per ciò che è già avvenuto. Il principio è granitico per le sanzioni penali, ma diventa elastico per molti divieti della vita quotidiana, civile, amministrativa, fiscale.

L'ultimo caso riguarda gli avvocati. Per gli eletti negli Ordini locali, la Corte costituzionale (sentenza 173 / 2019) ha fatto l'altro ieri, 10 luglio, un passo indietro non solo nel tempo (ammettendo la retroattività), ma anche nella logica e credibilità delle leggi. Il caso deciso era banale: gli avvocati che abbiano già svolto due mandati quali eletti nell'Ordine, non possono (articolo 3, legge 12/2019) candidarsi per un terzo mandato.

Il divieto opera dalla data di entrata in vigore della legge (febbraio 2019), ma valuta circostanze che, all'epoca in cui si erano verificate (circa 10 anni prima) erano prive di conseguenze. Prima del 2019, infatti, si poteva essere rieletti anche più volte. Quindi, circostanze risalenti a diversi anni prima (i due mandati elettivi), generano dal 2019 preclusioni (un terzo mandato), anche se tale preclusione non era prevedibile all'epoca in cui erano stati svolti i due precedenti incarichi. Dice la Corte: la preclusione ad un terzo mandato non deriva dalla retroattività della legge del 2019, ma dall'efficacia (nel 2019) di fatti e circostanze avvenuti anni prima. L'applicazione di un eguale principio in altri campi della pubblica amministrazione o in campo fiscale, potrebbe essere dirompente: tutto può essere esaltato o condannato. Si possono accordare benefici o imporre prestazioni a situazioni che, all'epoca in cui si sono manifestate, non erano a rischio.

Esaminando la legge Severino (che imponeva limiti a candidati con situazioni ostative penali), è stato applicato un principio analogo (Corte costituzionale, sentenze 36/2019 e 276/2016). Ma oggi la retroattività sta avanzando verso situazioni civili e di amministrazione quotidiana.

Anche la vicenda Ilva lotta contro l'orologio, nel senso che gli eventi passati sono rimessi in discussione, rielaborando la situazione che ha generato l'accordo. Il rispetto dei patti non è più affidato alla credibilità, ma diventa una sorta di beneficio: per non essere condannati nel futuro, non basta invocare l'irretroattività delle leggi, ma occorre ottenere uno scudo o un'immunità.

Un'altra prova è nella legge sblocca cantieri (articolo 4, legge 55/2019) che prevede l'immunità da danni erariali dei funzionari che firmeranno eventuali revoche di concessioni autostradali. Non interessa più tanto la revoca del contratto (della quale non si discute), ma si presta attenzione agli atti esecutivi della revoca stessa, se e quando il Governo riterrà di imporre ai suoi dirigenti di firmarla. Ai dirigenti si offre uno scudo, confermando una prassi di cautele ed immunità che non a caso (legge 24/2017) si fa strada anche nella sanità.

 

 

 

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it