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Gorgona (Li): protesta del Sappe per i bagni a mare dei detenuti PDF Stampa
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di Nicola Vanni

 

livornotoday.it, 17 luglio 2019

 

Mazzerbo: "I problemi dell'isola sono altri". Il Sindacato di Polizia penitenziaria contro la disposizione del direttore Mazzerbo: "Non c'è una tabella di consegna che indichi i compiti dei poliziotti". La replica: "Per gli agenti non cambia niente, piuttosto pensiamo a rilanciare l'isola"

Funzionava così 30 anni fa, quando tutte le domeniche i detenuti del carcere di Gorgona venivano portati a fare il bagno in una caletta impervia dell'isola. Poi, dal 2010, anche quel tipo di attività ricreativa, così come altre, fu sospesa. Adesso, da sabato 13 luglio, su disposizione del direttore del penitenziario, Carlo Mazzerbo, la popolazione carceraria potrà tornare a tuffarsi nelle acque di Cala Martina, per un'ora e mezzo al giorno, dalle 9.30 alle 11.

Una disposizione che, "senza entrare nel merito delle scelte operate dalla direzione per quanto attiene alle attività trattamentali in favore dei detenuti", viene contestata dal Sappe (sindacato autonomo di polizia penitenziaria) con tanto di lettera protocollata e firmata dal segretario, Donato Capece, nella quale si chiede al ministero della giustizia, Alfonso Bonafede, l'immediata sospensione del provvedimento.

Secondo il Sappe, a mancare è la regolamentazione di un "posto di servizio" che, come da normativa del corpo di polizia penitenziaria, imporrebbe una "tabella di consegna" con indicati i compiti e le mansioni degli agenti in servizio. Una mancanza che, per Capece, impone una serie di interrogativi: "In quali condizioni il poliziotto dovrà svolgere tale servizio - argomenta il sindacato - dovrà sostare in piedi per un'ora e trenta esposto alle intemperie? Quali indumenti dovrà indossare? Anche il poliziotto potrà indossare pinne, boccaio ed occhiali?". "E ancora, dovrà intervenire in caso un bagnante-detenuto sia colto da malanno o peggio ancora tenti una seppure improbabile fuga? Sarà impiegato solo eventuale personale in possesso della qualifica di assistente bagnante? Sarà sollevato da ogni responsabilità sia penale che disciplinare in caso di qualsivoglia evento critico?".

"Il tutto - conclude il Sappe - senza tenere di conto che, a causa del ridimensionamento del servizio navale del corpo, la costa di Cala Martina non è più presidiata dalle motovedette della polizia penitenziaria e che, negli specchi d'acqua antistanti l'isola, vige tutt'ora il divieto di balneazione".

Polemiche che il direttore della casa circondariale di Livorno, Carlo Mazzerbo, ritiene fini a se stesse. "Non capisco queste polemiche, mi sembrano pretestuose - spiega Mazzerbo. È un servizio che sull'isola esiste da 30 anni, tra l'altro prima questa specifica attività trattamentale veniva svolta in una zona ancora più impervia. Adesso la strada di accesso è stata liberata e ripulita, non esistono problemi per gli agenti che devono svolgere un servizio di controllo e vigilanza così come ce ne sono altri".

E allora il perché di tutte queste polemiche? "Ho letto di agenti che dovranno fare i bagnini - continua il direttore - ma non è assolutamente così. E per i detenuti non può essere altro che un'attività ricreativa che, soprattutto per coloro che non hanno un lavoro, può servire almeno in parte ad alleviare il disagio della detenzione".

"Piuttosto - chiude Mazzerbo - i problemi dell'isola e degli agenti penitenziari sono ben altri e decisamente più seri: dalle indennità corrisposte alle case per i poliziotti, fino a un pacchetto completo che rilanci definitivamente la Gorgona". Come qualche anno fa, quando l'isola era considerato un modello sperimentale dal punto di vista giuridico, etico, ambientale, sanitario e zoo-antropologico.

 

 

 

 

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