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Napoli: la morte in carcere di Claudio Volte, tra dubbi e incertezze PDF Stampa
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di Oscar De Simone

 

Il Mattino, 18 luglio 2019

 

I familiari: "Vogliamo giustizia". Sono ancora in attesa di risposte i familiari di Claudio Volpe, morto nel carcere di Poggioreale all'età di 34 anni. Il decesso lo scorso 10 febbraio, avvenuto dopo tre giorni di febbre alta, non ha mai convinto i parenti che da subito decisero di approfondire la vicenda. Nessuna indicazione però, sarebbe venuta dall'inchiesta dalla Procura di Napoli e dai risultati dell'autopsia. Cinque mesi di silenzio in cui ai dubbi si alterna lo sconforto.

"Non sappiamo che fare e a chi rivolgerci", dichiara la sorella di Claudio, Santina. "Ogni volta che il nostro avvocato va in tribunale gli vengono date risposte differenti rispetto ai risultati degli esami. A questo punto vogliamo vederci chiaro perché è assurdo morire con la febbre alta. Solo grazie ai suoi compagni di cella sappiamo qualcosa e cosa sia successo poco prima della morte". Proprio in quelle ultime ore di vita - secondo il racconto di chi era con lui in cella - Claudio avrebbe accusato una forte stanchezza. Un affaticamento che non gli avrebbe consentito neanche di lavarsi. "Per questo motivo - continua Santina - mio fratello si sarebbe messo in branda chiedendo di essere svegliato dopo poco. Ma così non è stato. È stato trovato direttamente morto e nessuno sa cosa sia accaduto. Adesso siamo disperati e insieme al nostro legale stiamo cercando tutte le risposte. Non ci fermeremo perché abbiamo ancora tanti dubbi e vogliamo essere certi di quello che è successo".

 

 

 

 

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