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Piemonte. In Consiglio regionale si è parlato delle carceri PDF Stampa
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targatocn.it, 11 settembre 2019


Negli ultimi dieci anni il numero dei detenuti nelle 13 carceri piemontesi è aumentato in modo preoccupante, con un tasso di sovraffollamento del 115 per cento. Nella seduta di Consiglio di martedì 10 settembre sono state presentate e discusse le relazioni annuali del Difensore Civico, del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e della Garante per l'infanzia e l'adolescenza.

Sono le questioni relative all'assistenza sanitaria quelle su cui il difensore civico Augusto Fierro ha voluto porre l'accento nel corso della sua relazione all'Aula. A cominciare dai problemi nella presa in carico anziani non autosufficienti rispetto alle leggi regionali e l'adeguamento alle disposizioni a livello nazionale che ha aggiornato i Lea.

Fierro ha sottolineato di registrare un costante aumento dei reclami e delle segnalazioni proprio sul tema, anche nella sua qualità di garante della salute. Esiste un'emergenza ignorata: in Italia ci sono 4 milioni di famiglie con parente non autonomo e il Piemonte è fra le regioni più in difficoltà. Esiste, secondo il difensore civico, una discrasia innegabile tra le previsioni dei Lea a livello nazionale e quanto prevede la normativa regionale. Da Roma si prescrive la presa in carico della persona, mentre in Piemonte il percorso prevedeva la domiciliarità: si è assistito alla trasformazione di un diritto ad una sorta di "elastico" dell'applicazione della normativa. La conseguenza, dal suo osservatorio, è una permanente conflittualità tra famiglie degli anziani che si esprime con le opposizioni al ricovero e che presentano difficoltà economiche.

In generale, Fierro ha ricordato che con la legge omnibus è stato previsto il controllo da parte del difensore civico sulla efficienza qualità del servizio sanitario piemontese. Ha pertanto richiesto che il Consiglio e in generale la Regione gli risponda, altrimenti tutto diventa irrilevante. A seguito dell'intervento, si sono susseguiti quelli dei consiglieri di maggioranza e opposizione. Ciascuno con le sue posizioni, si è però convenuto di approfondire i temi e i problemi sollevati nella relazione, anche con ulteriori audizioni e dibattiti nelle Commissioni consiliari competenti.

Negli ultimi dieci anni il numero dei detenuti nelle 13 carceri piemontesi è aumentato in modo preoccupante: al 31 maggio 2019 erano 4592, per 3972 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 115 per cento, un dato tra l'altro falsato che non tiene conto della capienza effettiva delle strutture, con celle temporaneamente inagibili o chiuse per lavori. La situazione è particolarmente critica nel carcere di Alba, ad oggi l'istituto penitenziario italiano con il più alto tasso di sovraffollamento reale: su 142 posti 109 non sono disponibili perché nella parte chiusa a causa della legionella. Situazione simile a Cuneo, dove su 428 posti 140 non sono disponibili. Oltre ai detenuti in carcere ci sono poi 8850 persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale seguite all'esterno.

Sono alcuni dei dati riportati nella relazione annuale del Garante regionale Bruno Mellano, che ha ricordato come il Piemonte sia una regione virtuosa per quanto riguarda le misure rivolte alla formazione e all'inserimento lavorativo delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà, ma ha anche evidenziato una serie di criticità, a partire dal sovraffollamento e dalla necessità di un piano su base regionale di manutenzione straordinaria degli edifici esistenti. Mellano ha anche posto l'accento sulla situazione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di corso Brunelleschi, "significativamente peggiorata a seguito del taglio del budget all'ente gestore e del conseguente forte ridimensionamento del personale dedicato". Infine, il Garante ha parlato delle problematiche della sanità penitenziaria, in particolare in relazione al numero di posti letto destinati agli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi all'interno delle Residenze per l'esecuzione di misure di sicurezza (Rems).

Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Alberto Preioni, Sara Zambaia, Alessandro Stecco, Riccardo Lanzo e Federico Perugini (Lega), che hanno sottolineato la difficile situazione in cui operano gli agenti di polizia penitenziaria e il personale socio-sanitario all'interno delle carceri, Marco Grimaldi (Luv) e Maurizio Marrone (FdI), che si sono soffermati sui problemi del Cpr, Maurizio Marello, Domenico Rossi (Pd), Francesca Frediani e Ivano Martinetti (M5s), che hanno posto l'accento sugli aspetti rieducativi della pena.

 

 

 

 

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