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Cremona. "Il Chiaroscuro del carcere": 28 scatti che raccontano il mondo dietro le sbarre PDF Stampa
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di Sara Pizzorni


cremonaoggi.it, 8 novembre 2019

 

Questa mattina, nel teatro del carcere di via Cà del Ferro, è stata inaugurata la mostra "Il Chiaroscuro del carcere", esposizione fotografica che racconta il percorso del detenuto. La mostra, realizzata dall'avvocato milanese Alessandro Bastianello, è organizzata dalla Camera Penale di Milano, dall'Associazione Nazionale Magistrati di Milano e dalla direzione del carcere di San Vittore, e arriva a Cremona grazie alla Camera Penale di Cremona e Crema. A fare gli onori di casa, la direttrice Rossella Padula, il presidente della Camera Penale di Cremona e Crema Alessio Romanelli e il segretario Laura Negri. Presenti anche Maria Luisa Crotti, vice presidente della Camera penale della Lombardia Orientale, educatori, operatori della casa circondariale cremonese e agenti della polizia penitenziaria. In apertura è stato proiettato il video "Al di là della sala colloqui", dell'avvocato Tomaso Pisapia, realizzato all'interno del carcere di San Vittore che ben dà l'idea di quale sia la realtà carceraria.

Nel video e nei 28 scatti dell'avvocato Bastianello il visitatore è accompagnato in un immaginario viaggio attraverso i luoghi e le emozioni di chi viene messo in prigione e il percorso del detenuto dal momento del suo ingresso in carcere fino alla collocazione in cella, per mostrare e condividere le emozioni che la dura realtà carceraria suscita in chi è estraneo a questo mondo. "Il carcere è morte e resurrezione", scrivono gli autori. "Un uomo, una persona varca quelle mura, attraversa quei cancelli compiendo una serie di tappe che paiono una discesa agli inferi. Entra in un mondo nascosto all'universo dei vivi fatto di tenebra e di luce artificiale".

"Ci fa piacere che la prima tappa di questa mostra, dopo Milano, sia stata a Cremona", ha detto la direttrice Rossella Padula, "non c'è luogo più evocativo del carcere". "È stata una fortuna poter inaugurare la mostra qui proprio per il significato che ha", ha detto a sua volta il presidente Romanelli, che ha ringraziato la Camera Penale di Milano. "L'obiettivo è quello di creare un dialogo tra chi è dentro e chi è fuori. Il carcere è diventato ormai un dimenticatorio, mentre noi vogliamo che torni al centro delle riflessioni di tutti i cittadini".

"Ho voluto rappresentare un pò la storia del carcere", ha poi spiegato l'autore della mostra, l'avvocato Bastianello. "In questo San Vittore, un tempo collocato ai confini della città e che invece ora è in pieno centro storico. Ho avuto la possibilità di vederlo crescere, modificarsi e trasformarsi. Anche a Milano le foto sono state esposte e vendute a offerta libera, e con il ricavato è stato possibile comprare dei computer per poter organizzare un corso di fotografia digitale per i detenuti".

"La genesi di questi scatti è significativa", ha detto a sua volta l'avvocato Laura Negri, che ha chiuso gli interventi. "I cittadini non sanno veramente cos'è il carcere: con questa iniziativa vogliamo portare fuori il dentro e favorire la conoscenza di quella che è la realtà della vita carceraria, permettendo di avere una visione più critica della realtà, perché per condividere bisogna prima conoscere".

Scopo del progettto è anche quello di raccogliere fondi, tramite la vendita delle fotografie esposte (e stampate eventualmente in copie ulteriori, su richiesta), destinati a finanziare progetti della locale casa circondariale volti alla risocializzazione e al reinserimento dei detenuti nella società. Dal 14 novembre la mostra si sposterà in tribunale dove resterà fino a dicembre. Le foto potranno essere prenotate inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

 

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