Mercoledì 13 Novembre 2019
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Bergamo. I detenuti tra panini e biscotti venduti all'esterno e il loro diario: "Spazio" PDF Stampa
Condividi

Corriere di Bergamo, 10 novembre 2019


Il racconto delle proprie esperienze, iniziato nel 2002 grazie ad Adriana Lorenzi, continua a crescere: 240 ore di laboratorio e tre numeri ogni anno. Più che una rivista, un diario dal carcere: "Spazio" raccoglie i testi dei detenuti della casa circondariale di Bergamo. Il nome della testava evoca l'opportunità, su carta, per ciascun detenuto di elaborare il proprio vissuto e trasformarlo; all'interno, accanto all'autoironia, le riflessioni più profonde.

L'iniziativa è nata nel 2002 grazie a Adriana Lorenzi: "Dietro le sbarre sorgono spontanee domande che annichiliscono, ci si chiede perché si è fatto del male, è necessario snodarle in narrazioni per elaborarle", spiega la responsabile del progetto in occasione dell'incontro organizzato da Mutuo Soccorso.

240 ore di laboratorio concentrate in tre numeri ogni anno: "Si potrebbe pubblicare di più ma mancano i fondi - continua Lorenzi -. Resta la necessità di puntare al reinserimento lavorativo". In Italia, stando ai dati 2019 del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, 7 detenuti su 10 tornano a delinquere. Il tasso di recidiva è il più alto di sempre, ma prevedendo il coinvolgimento dei carcerati in cicli produttivi, viene abbattuto al solo 1%.

Valentina Lanfranchi, presidente dell'associazione Carcere e territorio Bergamo, aggiunge: "La nostra cultura ci spinge a vedere la pena come punitiva, ma dovrebbe essere riabilitativa e educativa. Ogni detenuto costa allo Stato 125 euro al giorno, c'è un interesse anche economico nell'offrire alternative al crimine". Fra le sbarre della struttura di via Gleno è attivo dal 2011 un progetto di panificazione, con una linea di biscotti e dolci in vendita nei negozi e in una caffetteria, "Dolci sogni" di Nembro, che dà lavoro a detenuti e disabili.

Rosa Lucia Tramontano è la responsabile: "Utilizziamo ingredienti equo solidali importati dai Paesi più poveri del mondo. Per i detenuti è fondamentale lavorare o imparare un mestiere". I panini dei detenuti arrivano ogni lunedì nelle scuole elementari della città: "I bambini hanno ringraziato i carcerati con biglietti e disegni, li immaginano con la palla al piede e la tuta a righe, ma è importante creare dialogo fra il territorio e il carcere" conclude.

 

 

 

 

06


06

 

06

 

 06

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it