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Evasori e carcere, Confindustria attacca il governo PDF Stampa
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di Andrea Ducci


Corriere della Sera, 2 dicembre 2019

 

Il via libera al decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio richiede una maratona notturna. In tarda serata viene convocato un vertice di maggioranza per consentire l'approvazione, in commissione Finanze a Montecitorio, del testo finale atteso in aula già oggi, a seguire il voto di fiducia del governo calendarizzato per domani.

Il tema più controverso nelle ultime ore ha riguardato le modifiche introdotte all'articolo 39 del testo e l'inasprimento del decreto 231, stabilendo di estendere l'ambito applicativo ai reati tributari. Lo stallo si è registrato sul carcere per i gradi evasori, con il raggiungimento di un'intesa su un emendamento, che pur prevedendo un innalzamento delle pene, ne attenua l'effetto nel caso di reati occasionali, commessi cioè senza una chiara intenzione di frodare il fisco.

La via di uscita per il via libera al decreto viene discussa durante la notte, con la riformulazione delle ultime modifiche per mano del governo. Salvaguardando così gli equilibri tra M5S, che chiedeva un secco giro di vite contro chi non paga le tasse, e Italia Viva, fermamente orientata a non inasprire le pene esistenti. Tra le correzioni inserite figura, per esempio, la scelta di mitigare gli effetti della confisca per sproporzione. Una misura che consente di aggredire beni, che un condannato non potrebbe permettersi in virtù del reddito dichiarato, solo in caso di evasione da 100 mila euro in su.

Il quadro di inasprimento delle pene, la revisione delle soglie di punibilità, e l' estensione del decreto 231 sulle responsabilità degli amministratori allarmano soprattutto Confindustria. Il pacchetto di interventi, rivendicato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, secondo l'Associazione di Viale dell'Astronomia denota più che altro un "approccio iper repressivo".

"Non è certamente questo proliferare di interventi penali, volti a criminalizzare il mondo dell'impresa, il modo corretto per combattere l'evasione e far crescere l'economia del Paese. Preoccupa - lamenta Confindustria - il continuo ampliamento della sfera penale ai fatti economici". Polemiche e scontri a parte, va ricordato che il decreto fiscale fornisce un contributo di 6,4 miliardi alla manovra del 2020. Oltre alle voci relative alle nuove misure contro l'evasione (stretta sul contante, detrazioni tracciabili, riduzione delle compensazioni dei crediti fiscali e previdenziali) buona parte delle risorse (3 miliardi euro) necessarie a fare quadrare i conti pubblici arriveranno grazie allo slittamento al 2020 del pagamento delle tasse 2019 di lavoratori autonomi e forfettari. Le misure per contrastare le frodi sui carburanti e le compensazioni portano in dote altri 2,4 miliardi.

 

 

 

 

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