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Rovigo. Il carcere minorile arriva in via Verdi PDF Stampa
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di Nicola Astolfi


Il Gazzettino, 14 febbraio 2020

 

Le notizie delle ultime ore danno quasi per certo il trasferimento del carcere minorile di Treviso nell'ex casa circondariale di via Verdi e, di conseguenza, l'addio del tribunale di Rovigo dall'attuale sede. Ma non tutti la pensano così e il presidente dell'Associazione nazionale forense Lorenzo Pavanello sostiene, secondo i dati dei tecnici interpellati dall'Associazione e dall'Ordine provinciale degli avvocati, che l'ex carcere in centro storico abbia abbastanza spazio per ospitare sia il carcere minorile sia l'allargamento urgente e indifferibile del tribunale, secondo le parole del presidente Angelo Risi, ricordate ieri da Pavanello nel suo intervento al workshop Tribunale in centro, sì! Perché?.

Il coordinamento provinciale di Forza Italia ha organizzato l'evento nel tardo pomeriggio in sala consiliare a palazzo Celio: hanno partecipato più avvocati e rappresentanti delle amministrazioni e della politica locale che commercianti a un'iniziativa pensata per avviare "un lavoro collettivo, che coinvolgerà tutte le realtà interessate dal rischio dello spostamento del tribunale di Rovigo dal centro", ha spiegato il commissario vicario di Forza Italia in Polesine Andrea Bimbatti, aggiungendo: "Da Gaffeo arrivano parole contraddittorie: il sindaco dice che le cose sono compromesse per evitare il trasferimento, ma che c'è ancora margine per fermare l'arrivo del carcere minorile". Bimbatti ha poi riferito che fonti a 5 stelle a diretto contatto con i rappresentanti di governo, hanno confermato ieri l'arrivo del carcere minorile.

Per le associazioni economiche locali sono intervenuti il presidente di Confesercenti Vittorio Ceccato e il presidente di Federmoda Giulio Pellegrini, in rappresentanza di Confcommercio. Ceccato ha ribadito il no di Confesercenti all'addio del tribunale dal centro, perché lascerebbe un ulteriore vuoto urbano in un tessuto già "impoverito da scelte urbanistiche che hanno fatto perdere a Rovigo la sua centralità". E poi, è solo dell'altro ieri la prima riunione della cabina di regia del Distretto del commercio di Rovigo: così, quale situazione gestirebbe il neo manager del distretto, Giacomo Pessa, senza tribunale in centro?

"Se spostiamo i servizi fuori dal centro storico - ha aggiunto Giulio Pellegrini - l'economia se ne va con loro". Nonostante le notizie da Roma, s'è detto ieri che restano margini di trattativa perché il carcere minorile non arrivi nell'ex casa circondariale di via Verdi. L'ha detto l'avvocato Pavanello, spiegando che sul progetto di trasferire il carcere trevigiano a Rovigo, "alla gara iniziale di progettazione esecutiva è seguita una gara di verifica progettuale, ma poi nessuna gara di inizio lavori". Inoltre, Pavanello ha aggiunto che sulla scorta delle consulenze tecniche richieste dalla locale Associazione nazionale forense, in accordo con l'Ordine provinciale degli avvocati, si può pensare che anche con il trasferimento del carcere minorile in via Verdi vi si possa realizzare comunque l'allargamento del tribunale.

L'opzione Maddalena, invece, "è quasi impossibile dal punto di vista tecnico", perché i lavori necessari a trasferirvi il tribunale durerebbero dai 7 ai 10 anni, spendendo 15 milioni di euro e senza avere gli spazi per i parcheggi, a meno di non abbattere alberi del parco secolare. Le alternative sono, piuttosto, gli immobili dell'ex liceo classico Celio e dell'ex Questura, oppure l'edificio che ospitava la Banca d'Italia, ma che da solo non basterebbe per i 10 mila metri quadrati al coperto necessari al tribunale. Per l'avvocato Pavanello, "gli atti amministrativi si possono negoziare. E se si è fermata una Tav, tutto è possibile. Dipende dal negoziatore".L'ipotesi Maddalena dunque è da scartare, e la soluzione di allargare il tribunale all'ex carcere non è ancora tramontata.

 

 

 

 

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