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Gorizia. Una nuova ala per 50 detenuti "ma personale insufficiente" PDF Stampa
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di Marco Bisiach


Il Piccolo, 15 febbraio 2020

 

Arriva il giorno della svolta per il carcere goriziano di via Barzellini. Questa mattina infatti saranno presentati i rinnovati padiglioni della casa circondariale, recuperati dopo i lunghi lavori di ristrutturazione che avevano ridotto notevolmente la capienza della struttura. Pronta, adesso, ad ospitare almeno una cinquantina di ulteriori detenuti. L'appuntamento per i rappresentanti istituzionali, tra i quali il provveditore triveneto Enrico Sbriglia e il sindaco Rodolfo Ziberna, e per i media è previsto alle 10.30.

"È una giornata importante sotto tanti punti di vista - commenta il sindaco Ziberna -. Da un lato si creeranno condizioni di vita migliori per i detenuti, dall'altro con l'inaugurazione di questo ampliamento del carcere si mette in sicurezza il futuro di una struttura che fino a qualche anno fa sembrava dover essere sull'orlo della chiusura. E con essa, viene rinsaldato anche il ruolo e il futuro del Tribunale di Gorizia. Insomma, un po' come anche nel caso della sanità stiamo assistendo a segnali di inversione di tendenza che salutiamo positivamente, nonostante rimangano criticità sulle quali dobbiamo lavorare".

Tra i passi avanti da compiere si attende con ansia anche la firma definitiva e ufficiale sull'accordo di massima per il passaggio dell'ex scuola Pitteri dal Comune allo Stato, per la sua successiva trasformazione in struttura annessa al carcere: progetto per il quale sono già stati stanziati 4,5 milioni di euro. Parlando delle criticità non si può dimenticare che se il problema degli spazi in parte viene risolto, resta pressante quello del personale.

"Questo resta il problema più grande - sottolinea il segretario triveneto dell'Uspp Leonardo Angiulli - ed è destinato ad aggravarsi con l'aumento della presenza di detenuti in via Barzellini in seguito all'inaugurazione. L'organico della polizia penitenziaria è sotto dimensionato, si riescono a garantire solo 22 dei 37 posti di servizio giornalieri, con gli agenti che svolgono turni di 8 ore per sei giorni alla settimana, senza veder assicurati diritti come congedi, ore di recupero non pagate e accantonate. Oltretutto di qui a breve andranno perse altre tre unità, per quiescenza".

I sindacati di polizia penitenziaria denunciano anche l'assenza di servizi (sale per i colloqui, spazi a norma per cucine e postazioni degli agenti). "Se non dovessero arrivare rinforzi al personale potremmo pensare a sit-in di protesta, o forme di astensione dal lavoro da concordare", dice Angiulli. Di tutto questo i sindacati vorrebbero parlare in prossimi incontri anche al governatore della Regione Fedriga e al sindaco di Gorizia Ziberna, che più volte ha manifestato al Ministero la sua preoccupazione in merito. "Ci deve essere un rapporto adeguato tra il numero di agenti e i detenuti, così come devono essere rispettate le condizioni di lavoro del personale", sottolinea il primo cittadino.

 

 

 

 

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