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L'Anm applaude la riforma: "Non ci saranno imputati a vita" PDF Stampa
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di Antonella Mascali


Il Fatto Quotidiano, 15 febbraio 2020

 

Giuseppe Conte l'aveva detto che non avrebbe ceduto a ricatti, all'opposizione "maleducata" di Matteo Renzi. E così il Consiglio dei ministri notturno, a cavallo tra giovedì e venerdì di San Valentino, ha approvato, con i ministri di Iv platealmente assenti, la riforma del processo penale del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Per la prima volta, come anticipato dal Fatto, si prevedono misure per accorciare iprocedimenti, per impedire che almeno 120 mila processi all'anno vadano al macero per prescrizione. Non solo i processi dovranno durare tra i 3 e i 5 anni complessivi (per mafia e terrorismo nessun tetto) ma sono previste altre misure contro la malagiustizia. A partire dalle notifiche telematiche agli imputati, con una serie di doverose garanzie.

A oggi si procede con la notifica a mano della polizia giudiziaria: è una delle armi, legittime, degli avvocati per rendere nulli gli atti e puntare così alla prescrizione. Già l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva previsto notifiche via mail agli avvocati, ma alla fine fu costretto alla rinuncia a causa delle barricate degli uomini di Angelino Alfano e Denis Verdini. Vialibera del Cdm anche alla modifica della prescrizione: il lodo Conte bis, ideato da Federico Conte, LeU.

È il doppio binario per condannati e assolti, una mediazione respinta solo da Iv, tanto davotare per 3 volte con il centrodestra per ostentare il suo peso nella maggioranza. Senza successo, visto com'è andata in Cdm. Ma Renzi è come il can che abbia e non morde. Poiché non vuole andare avotare né uscire dalla maggioranza, ecco che ieri fonti parlamentari di Iv hanno fatto filtrare che voteranno la fiducia al governo sul Milleproroghe. Quanto alla partita avvelenata sulla giustizia si arrampicano sugli specchi: "Il lodo Conte è incostituzionale. Ora è stato inserito in un ddl (con la riforma penale, ndr), quando arriverà in Parlamento si vedrà. Ma la velocizzazione dei tempi della giustizia per noi è una priorità".

La situazione politica è liquida e quindi solo a ridosso del 24 febbraio, quando è previsto alla Camera il voto sul ddl Costa, che chiede l'abolizione della legge Bonafede sulla prescrizione bloccata per tutti dopo il primo grado, si saprà se invece ci sarà il lodo Contebis inserito come emendamento. Il pacchetto votato dal Cdm incassa un giudizio positivo dall'Associazione nazionale magistrati che smentisce la posizione catastrofista di penalisti e dei partiti di centro e destra contrari al blocco della prescrizione, sia pure solo per i condannati: "Il principio è giusto- ha detto il segretario Giuliano Caputo - non ci saranno imputati a vita".

Riconosce che la riforma penale "insieme alle risorse stanziate, può effettivamente aiutare a velocizzare il processo" ma ribadisce che sarebbe "brutale" qualsiasi misura contro le toghe legata a tempi processuali.

Nella riforma, però, non c'è più l'ipotesi di sanzioni disciplinari. Si prevede, invece, che dal 2024 "il dirigente dell'ufficio" debba fare una segnalazione "all'organo dell'azione disciplinare" quando c'è una "negligenza inescusabile".

Invece, resta l'ipotesi che integra un illecito disciplinare", sempre per "negligenza inescusabile", il mancato deposito da parte del pm dell'avviso conclusioni indagini alle parti nei termini stabiliti. Il lodo Conte bis invece funziona così: la prescrizione si ferma definitivamente se c'è condanna in primo grado e in appello. Se, invece, dopo una condanna di primo grado segue un'assoluzione in appello, scatta il recupero dei tempi di prescrizione. Ma ci sono eccezioni importanti che hanno l'obiettivo di ottenere quasi sempre sentenze di merito.

Se c'è un'assoluzione in primo grado la prescrizione continua, se, però, il pm fa appello e il reato contestato si prescrive in un anno, allora la prescrizione è sospesa per 18 mesi. Per la Cassazione, 6 mesi. Tornando alla riforma accorcia-processi, ricordiamo che prevede, tra l'altro, priorità dei reati da perseguire indicate dai procuratori, stretta alle indagini preliminari, su cui l'Anm è critica, processi d'appello pure monocratici. Per velocizzare i processi in corso, previsto l'impiego di giudici onorari ausiliari che passano da 350 a 850. Assunti per due anni mille amministrativi.

 

 

 

 

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