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Brasile. "Formazione e ascolto", piano delle diocesi per il volontariato nelle carceri PDF Stampa
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L'Osservatore Romano, 16 febbraio 2020


Formazione di nuovi volontari, assistenza spirituale e sostegno materiale e psicologico ai detenuti e alle loro famiglie con una presenza costante a difesa della dignità umana. Queste in sintesi le linee di intervento seguite dalla pastorale carceraria della Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) per la città di Londrina, comune brasiliano nello stato del Paranà, unite a un fitto programma di appuntamenti contrassegnati dalla preghiera, dalle celebrazioni liturgiche e soprattutto dall'ascolto.

L'iniziativa, che comprende la fornitura di un kit per l'igiene personale fino al dono delle Bibbie, riserva priorità assoluta alla formazione. L'ultimo corso professionale si è svolto nello scorso novembre presso la Casa de Retiro Monte Carmelo a Jardim Nova Esperan, periferia sud di Londrina.

In occasione dell'incontro, che ha visto la partecipazione di 41 volontari provenienti da dieci diocesi dello stato, si è parlato soprattutto della tematica relativa al trattamento delle detenute nel Paranà, illustrata dalla responsabile e dalla coordinatrice della pastorale penitenziaria, rispettivamente suor Luciene Melo e Cristina da Silva Souza Coelho.

Si è sottolineato soprattutto come il potenziamento dell'attività di volontariato negli istituti di pena sia stato possibile grazie al sostegno finanziario del Fondo di solidarietà nazionale e, nello specifico, dalle risorse provenienti dalla Campagna di fraternità della Cnbb intitolata "Per una pastorale carceraria più umana e solidale in Paranà".

Un progetto di fondamentale importanza "che ha reso possibile una maggiore conoscenza delle nostre case di reclusione, delle esigenze di chi è ospite e di chi lavora all'interno di esse", ha osservato suor Luciene Melo. Più volte nel corso degli anni e in relazione a drammatici episodi di rivolte di detenuti represse duramente, la Chiesa brasiliana ha auspicato il prevalere di una cultura della prevenzione, e non della repressione, all'interno e all'esterno delle carceri, attraverso programmi sociali volti a sostenere famiglia, infanzia e giovani.

Nel Paranà attualmente vi sono circa milleottocento donne private della libertà, gran parte delle quali detenute nel carcere di Depen a Curitiba e le restanti negli altri istituti di pena e nei distretti di polizia. Allarmanti i dati pubblicati dopo il censimento del 2o16: la popolazione carceraria femminile è di quasi quarantacinquemila detenute, con il 61 per cento di colore, il 58 per cento analfabeta e il go per cento madri. Rappresentano il 7 per cento della popolazione carceraria e fanno del Brasile il quinto stato al mondo con il più alto numero di recluse.

 

 

 

 

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