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Palermo. Pagliarelli, mascherine per il personale e igienizzante per le mani per i detenuti PDF Stampa
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di Antonia Macaluso*


palermotoday.it, 24 marzo 2020

 

Appello ai governatori inviata via PEC: in un momento così drammatico di un'emergenza epocale, che cambierà per sempre le nostre vite non posso non pensare ai nostri utenti detenuti (attualmente1380) e a tutti gli operatori (circa 1.200) del Pagliarelli-Lorusso.

La nostra Associazione "Un Nuovo Giorno" fin dalla sua costituzione, assiste e si occupa di favorire l'inserimento socio-lavorativo delle persone fragili, vulnerabili ed emarginate, ad alto rischio di discriminazione e di esclusione sociale. In particolare l'associazione si occupa: dei detenuti reclusi al carcere Pagliarelli e delle loro famiglie, prestando assistenza carceraria e post carceraria con dei programmi di trattamento in un'ottica di riduzione del rischio di reiterazione del reato e di reinserimento socio/lavorativo attraverso le attività laboratoriali, stage presso aziende partner, sartoria teatrale, teatro, musica, etc., con un'équipe di soci volontari oggi continua costantemente la sua opera fuori e dentro il sistema penitenziario. Il Governo ha emanato diversi provvedimenti nati dall'urgenza coronavirus, e le carceri?

Tali provvedimenti non tengono conto, o per meglio dire, sono soluzioni inadeguate, poiché se scoppia un'epidemia, in carcere non sarà possibile gestire gli eventuali contagi: la diminuzione dei detenuti consentirebbe di poter gestire meglio una contaminazione.

Oggi più che mai, rivolgo una richiesta dettata dal cuore di chi opera tutti i giorni nel mondo carcerario, per lo meno attivatevi per la C.C. Pagliarelli-Lorusso (il 2° carcere per complessità gestionale) con:

mascherine per il personale (agenti, assistenti, educatori etc. attualmente 1200 circa);

igienizzante per le mani per i detenuti;

farVi portavoce con il governo per permettere di scontare la rimanente pena in detenzione domiciliare speciale e che sia concessa a chi ha un residuo di pena fino ad almeno due anni, e soprattutto senza tutte le altre limitazioni, in particolare relative all'art. 4 bis dell'Ordinamento Penitenziario.

fare il tampone a tutti i detenuti e a tutto il personale nel caso di contagio anche di un solo caso.

 

*Presidente Associazione "Un Nuovo Giorno"

 

 

 

 

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