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Milano. Coronavirus, "Comune Milano trovi alberghi anche per detenuti" PDF Stampa
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askanews.it, 24 marzo 2020


L'appello della Presidente del Tribunale di Sorveglianza Di Rosa. Il Comune di Milano individui degli alberghi da mettere a disposizione di quei detenuti che possono beneficiare della detenzione domiciliare ma che non dispongono di un domicilio dove poter scontare la pena alternativa al carcere. È l'appello lanciato dalla presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, durante la sua audizione davanti ai componenti della commissione carceri di Palazzo Marino.

Le sommosse dei detenuti scoppiate a Milano e in altre città italiane nelle scorse settimane hanno portato alla ribalta il "vecchio problema" del sovraffollamento delle carceri. "Come Tribunale di Sorveglianza - ha spiegato il magistrato - stiamo cercando di gestirlo disponendo misure alternative nel modo più rapido e tempestivo possibile", ad esempio concedendo la detenzione domiciliare a tutti i condannati a pene inferiore ai 18 mesi di carcere. Ma lo scoglio maggiore è rappresentato da quei detenuti che non dispongono di un proprio domicilio: "Il problema - ha argomentato Giovanna di Rosa - è che l'applicazione delle misure alternative presuppone un domicilio. Cominciamo a tirare fuori un domicilio per chi non ce l'ha e non pensiamo ai braccialetti elettronici".

Da qui la richiesta della presidente del Tribunale di Sorveglianza ai vertici di Palazzo Marino "di riuscire a trovare soluzioni abitative per queste persone. Ci sono richieste di domiciliari di detenuti a cui mancano 3 mesi di fine pena ma che non possono essere accolte. La gente fa la quarantena negli alberghi, perché non mettere a disposizione hotel anche per detenuti".

Per il momento, ha precisato ancora il magistrato, è arrivata l'adesione da parte della Diocesi di Milano, "ma si tratta di poche disponibilità di posti". Immediata la risposta della presidente della Commissione carceri di Palazzo Marino Anita Pirovano: "Mi faccio carico della richiesta e ne parlerò al più presto con l'assessore Gabriele Rabaiotti, sapendo che c'è un problema in più rispetto alle persone libere".

 

 

 

 

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