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Emilia Romagna: Coronavirus e carceri, volontariato in apprensione PDF Stampa
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teleromagna24.it, 26 marzo 2020


Sono una ventina i casi di persone detenute ufficialmente positive al Coronavirus nelle carceri italiane, non considerando quindi i casi di positività tra personale sanitario, amministrativo e penitenziario. Al momento non ci sarebbero infettati nelle strutture della nostra Regione, ma questo dato non fa certo abbassare la guardia a chi si preoccupa di esecuzione della pena, come il volontariato. Che però è bloccato come i colloqui con i familiari, uno dei motivi per cui a inizio marzo sono esplose rivolte devastanti, alcune con esiti drammatici, come a Bologna dove è morto un detenuto, o a Modena dove ne sono morti addirittura nove.

Paola Cigarini, che è volontaria proprio in quest'ultimo istituto, è anche la Presidente della Conferenza regionale volontariato e giustizia, un ente che riunisce le associazioni attive dentro e fuori gli istituti penitenziari della regione per sensibilizzare, intervenire e partecipare al processo trattamentale, laddove possibile. Proprio il Terzo Settore ora è stato interpellato per contribuire alla lotta intramuraria al coronavirus, aprendo però una contraddizione in termini, evidenziata proprio da Cigarini.

 

 

 

 

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