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Quel drammatico grido di dolore dalla "voce dei dimenticati" PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 7 aprile 2020

 

Una petizione dei familiari dei detenuti di tutt'Italia per la tutela dei loro cari. "State violando la Costituzione e condannando a morte i nostri cari!", è un grido di dolore, ma anche un allarme lanciato alle autorità dello Stato: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, passando per i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, fino ad arrivare al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

La petizione, con tanto di firme, è stata mandata anche al Consiglio nazionale forense, all'Unione delle Camere penali italiane e al Garante nazionale dei detenuti. Si firmano "la voce dei dimenticati" e sono i familiari - esasperati e preoccupati di una eventuale calamità epidemiologica come paventato anche dal Papa dei reclusi delle nostre patrie galere ai tempi del coronavirus.

Allegano anche le foto delle firme di molti loro cari, detenuti e detenute che chiedono di intervenire. "Dalle discussioni parlamentari e dal decreto emerge una verità di fondo - scrivono i familiari nell'accorato appello - quella secondo cui le persone che stanno scontando una detenzione sono prima detenuti e poi persone aventi diritto alla salute. Quando ora, l'emergenza epidemiologica dovrebbe essere la priorità assoluta".

Non a caso citano l'articolo 2 della Costituzione che sancisce la dignità dell'uomo, il diritto alla vita, all'integrità fisica e all'integrità morale. Così come il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Un diritto primario che viene prima di ogni legge punitiva e repressiva. Evocano anche l'articolo 27 che, vietando la pena di morte, attribuisce alla vita umana il carattere di intangibilità, ponendola al di sopra della potestà punitiva dello Stato.

"La scelta libera, ragionata e consapevole di non godere del bene- salute - sottolineano i familiari - è espressione dei diritti di libertà e rispetto della dignità umana (Corte Costituzionale, Sentenza n. 438/ 2008), per cui va rispettata anche se determina pericolo di vita o danno per la salute".

Mettono anche in guarda le autorità che dal mancato godimento del bene primario salute, vi è diretta conseguenza di comportamento doloso o colposo di terzi. Viene evocato anche un passaggio della sentenza della Corte Costituzionale, n° 88 del 1979: "Chiunque subisca tale lesione da parte di terzi, subisce un danno".

Le "voci dei dimenticati" ricordano che l'Organizzazione mondiale della sanità, espletando che si tratta di un compito impegnativo ma essenziale per le autorità, afferma che "In tutte le fasi dell'amministrazione della giustizia penale, da quella cautelare a quella processuale così come in quella dell'esecuzione della condanna, si dovrebbe prendere maggiormente in considerazione il ricorso a misure non detentive".

I familiari proseguono rivolgendosi alle autorità: "Oggi siamo qui, familiari di detenuti di diverse parti d'Italia, a farvi un unico appello per la tutela dei nostri cari". Sono terrorizzati dal possibile arrivo della telefonata che li avvisi: "Il vostro familiare è affetto da covid- 19!". L'appello prosegue denunciando il loro vivere nella tortura psicologica quotidiana. "Ricordatevi: sono persone, non animali!", concludono amaramente.

 

 

 

 

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